Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa
25 gennaio 2012
Creare una sorta di “ecosistema” che “sappia equilibrare silenzio, parola, immagini e suoni”. È l’invito rivolto dal Papa nel messaggio per la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si svolgerà il 20 maggio sul tema: “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”. “Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive Benedetto XVI riferendosi all’attuale sistema dei media – il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”. “Una profonda riflessione – spiega, infatti, il Santo Padre – ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi: e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita a un’autentica conoscenza condivisa”. Per questo “è necessario creare un ambiente propizio”, a partire dalla consapevolezza che “gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte”. Di qui l’“interesse” del Papa per il mondo della Rete, e per le “le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio”. “Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico – la tesi del Papa – si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”.
19 gennaio 2012
Potrei anche lasciare questo articolo con solo titolo e sottotitolo: il mio pensiero credo sia, già così, inequivocabilmente chiaro. Ma qualcos'altro vorrei dirlo.

Come spesso mi capita quando voglio vedere un po' più a fondo in cose poco chiare, mi immergo in dati ed informazioni che la grande Rete di Internet mette a disposizione. Questa volta non ho dovuto faticare troppo, perché su Wikipedia sotto la voce “Lista di Stati per PIL (nominale)” appare un'eloquentissima tabella che riporta, in ordine decrescente di Prodotto Interno Lordo (= ricchezza, in soldoni...), oltre 200 Paesi con di fianco al nome l'ammontare.

 
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17 gennaio 2012
L’incidente che ha provocato il naufragio della nave Costa Concordia di fronte all’Isola del Giglio ha destato sensazione non soltanto perché ha provocato morti, dispersi e superstiti ma anche per le cause apparentemente “banali” che lo hanno provocato e per il contrasto fra l’atmosfera da tragedia e l’alone abitualmente spensierato che caratterizza l’idea di un viaggio in crociera. A livello mediatico, l’abbondanza di immagini e testimonianze ha permesso di documentare l’accaduto quasi in diretta, sia attraverso i canali informativi ufficiali delle testate giornalistiche, sia tramite i contributi non professionali di chi ha scattato foto, girato video o “twittato” messaggi. Il fatto che l’incidente sia accaduto a tarda sera ha reso tristemente spettacolare l’immagine della nave tutta illuminata nel buio della notte, che pian piano si inclinava sul fianco a seguito dell’impatto – pare – con uno scoglio. Abituati a visualizzare nelle immagini di navi come un’idea di lusso, di piacere, di vacanza e di eccezionalità, i nostri occhi non possono non essere colpiti in casi come questi. Ma lanciare nei titoli dei giornali e dei tg arditi paragoni, come quello che ha chiamato in causa il naufragio del Titanic o la tragedia dell’Andrea Doria, per rinfocolare le emozioni del pubblico è un eccesso. A molte testate online non è bastato mostrare video, fotografie e testimonianze in tutte le salse e alcune di esse hanno espressamente chiesto a chi era a bordo di mandare le proprie immagini dell’incidente. Come se ci fosse bisogno di amplificare ulteriormente l’effetto emotivo di un evento che di spettacolare, invece, non ha proprio niente. 
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31 dicembre 2011
A seguito di proposta del mio parroco, don Pasqualino Ricciu, nell'autunno del 1999 iniziai a frequentare la Scuola dei Ministeri, voluta da don Antonello Mura e dall'allora Vescovo della nostra Diocesi mons. Antonio Vacca.
Ancora ricordo bene il primo incontro al piano terra dell'ex seminario di Alghero: rientrai in quell'edificio dopo ben 18 anni, tanti ne erano passati da quando in quegli stessi locali frequentai parte delle medie.
Ovviamente mai avrei immaginato che ci sarei ritornato per sedere ancora sui banchi di scuola...
In quell'occasione conobbi i compagni di studi, persone in massima parte mai incontrate prima, molto diverse anche per età, esperienze di vita, impegno in parrocchia, corsi di studio.
 
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