Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Dopo le macerie

Scritto da Tore Obinu | 25 novembre 2011 | Oltre i fatti
Nella storia recente è già capitato una volta che l’Italia, uscita a pezzi da un disastroso ventennio, trovasse in sé la forza, l’intelligenza, la concordia per lasciarsi alle spalle la tragedia e aprire una fase storica nuova, incomparabilmente migliore della precedente. E’ successo – ad esempio – dopo il fascismo, che lasciò dietro di sé solo odio, lacrime e sangue. Forte di questo, riuscirà anche stavolta, il nostro Paese, a fare tesoro di quella antica ma sempre attuale lezione e lasciarsi alle spalle le macerie del ventennio berlusconiano? Sono in molti a chiederselo, oggi, mentre si fa la conta dei danni incalcolabili che venti anni di videocrazia lasciano all’Italia: un debito pubblico enorme, spaventoso e incombente; una corruzione dilagante; il totale scadimento della credibilità italiana a livello internazionale; parlamentari comprati e venduti al miglior offerente; il dilettantismo obbediente e compiacente messo a capo di ministeri-chiave per la vita del Paese; una disunità più aspra e più insofferente che mai; un’evasione fiscale di proporzioni incalcolabili; leggi fatte e disfatte a beneficio esclusivo di potenti e potentati vari. L’elenco, lo sanno tutti, sarebbe ancora lungo e penoso; perciò è giocoforza guardare avanti e rimboccarsi davvero le maniche, per spalare le rovine economiche, finanziarie, sociali e culturali di questo folle ventennio che ci lasciamo finalmente alle spalle. Il governo di Mario Monti, che nasce senza un preventivo passaggio elettorale, sta dov’è solo perché col governo precedente l’Italia era letteralmente in procinto di andare a fondo, anche se certe tv “amiche” continuavano a lanciare coriandoli e battute di spirito, come se niente fosse, come se il baratro non stesse a un metro. 
 
E dato che i titoli del debito pubblico italiano stanno a bizzeffe in tutte le grandi economie della Terra, il fallimento del nostro Paese avrebbe portato con sé quello di molti altri Paesi, a cominciare dai nostri vicini europei. Ecco perché, dalle cancellerie del mondo intero, è venuta la perentoria indicazione di farla finita per sempre con un governo di pericolosi e devastanti incompetenti. Dopo la conta dei danni, però, dal nuovo governo di Mario Monti c’è da aspettarsi il conto dei sacrifici da fare. Il nuovo capo del Governo ha già anticipato che essi “saranno equamente distribuiti e si chiederà di più a chi più ha avuto, in questi anni, e quindi di più può dare”. Sante e sagge parole. Che aspettiamo tutti, adesso, di verificare alla prova dei fatti. Il Prof. Monti è troppo abile e informato per non sapere che nell’Italia berlusconizzata c’erano, in realtà, 8 milioni di poveri; persone, cioè, che vivono con un reddito mensile insufficiente anche per i più modesti bisogni di sussistenza. Certo, il TG 1 rai o quello di Canale 5 queste cose non le hanno mai dette, ma basta sentire un qualunque responsabile Caritas per sapere questo e altro; basta girare nei mercatini periferici di una grande città e vedere quale umanità va a comprare le poche e poverissime cose che vi si vendono. Caro prof. Monti, con la saggezza che le attribuiscono, cerchi di dare una prospettiva di vita ai nostri giovani; cerchi di far pagare le tasse a chi non le paga; cerchi soprattutto di ridurre urgentemente la forbice che, nel nostro Paese, separa i ricchissimi dai poveri. Altrimenti, stia certo, salterà tutto: il Paese si scioglierà come un gelato immangiabile, ognuno farà per sé, la disperazione sociale arriverà a livelli incalcolabili e il disastro si abbatterà, come sempre, sui più indifesi.