Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

La storia oltre le storie: la soppressione a Sassari della Facoltà teologica

Scritto da Giuseppe Zichi | 25 novembre 2011 | Dialogo culturale
Fino al 1873 anche Sassari aveva la sua “Facoltà teologica”. Le restrizioni imposte dalle “Leggi Boncompagni” del 1848 – con le quali cessava ogni autorità dell’arcivescovo sull’Università – e la legislazione degli anni successivi decreteranno però il progressivo, se pur lento, declino della facoltà, fino alla sua soppressione. Nonostante avesse già iniziato a farsi strada, in questi anni, la possibilità di una soppressione delle facoltà teologiche da parte dello Stato, a Sassari «gli insegnanti di teologia a fronte dell’abbandono in cui erano tenuti» avevano continuato a compiere «coscienziosamente» il loro dovere sviluppando, «nella loro interezza», i rispettivi programmi. Non erano mancati, peraltro, gli effetti provocati da questo nuovo clima: una drastica riduzione degli studenti che nell’anno accademico 1869- 70 erano solo cinque e, tre anni dopo, solo tre. Preside era stato, fino a quella data, Paolo Soro, professore di “Teologia morale”. 
 
Sebbene non siano mancati nel corso dei secoli professori di prestigio, il maggior apporto della “Facoltà teologica” di Sassari non fu quello di produrre studi particolarmente originali e nuove prospettive di ricerca. L’obiettivo, quello che da sempre aveva accompagnato la facoltà, era stato quello di contribuire a preparare culturalmente le nuove generazioni di ecclesiastici della Sardegna. Nei confronti dei tentativi – divenuti realtà nel 1873 –, posti in essere dallo Stato, per sopprimere le facoltà teologiche del nuovo Regno d’Italia, non erano mancate anche le proteste – se pur vane – da parte del Consiglio provinciale di Sassari; nel mese d’agosto, Salvatore Tolu (arcivescovo d’Oristano negli anni a cavallo del Novecento) sosterrà il suo ultimo esame prima della laurea. Sarà l’ultimo anche per la “Facoltà teologica” di Sassari.