Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Manovre e manovratori

Scritto da Tore Obinu | 27 dicembre 2011 | Oltre i fatti
Contro i tempi “geologici” della politica nostrana, la manovra finanziaria del Governo Monti è stata redatta invece in meno di un mese, anche perché il baratro era proprio dietro l’angolo. Si tratta della quarta Manovra finanziaria italiana nell’ultimo semestre. Tre manovre – una più inefficace dell’altra – le aveva infatti concepite e realizzate il Governo Berlusconi, tra giugno e settembre. Con quella di Monti siamo alla quarta. Basterà a evitare il fallimento del sistema-Italia? Dico di sì solo per l’ottimismo della volontà; la ragione invece mi suggerisce altro. Ma cominciamo da una cosa buona: al governo, finalmente, c’è di nuovo gente competente, seria e onesta. E non è poco, considerato chi ci ha governato negli ultimi vent’anni. Infatti la credibilità del nostro Paese a livello internazionale ne ha subito guadagnato. E ne avevamo davvero bisogno: i sorrisetti di scherno scambiati dai leader dei Paesi vicini nei summit internazionali dicevano chiaro e tondo che l’affidabilità dell’Italia era considerata da tutti pari a zero. 
 
Mario Monti e il suo Governo godono invece di grande considerazione sia a livello europeo che mondiale. Certo, la cosa non basta a risolvere tutti i problemi, ma almeno è un buon punto di partenza, che ripristina valori dimenticati o irrisi, qui nello Stivale. Quanto alla manovra finanziaria appena varata, il grosso interrogativo riguarda chi, dietro le quinte, sta “imponendo” al Governo Monti le cose da fare e da non fare. Chi, ad esempio, ha imposto a questo governo – minacciando altrimenti lo stop immediato – di trovare le risorse per la manovra non nella tassazione dei grandi patrimoni, delle rendite finanziarie e dei capitali evasi e poi “scudati” ma nelle tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni ? Chi può credere, infatti, che il fine economista Mario Monti pensi davvero di rimettere in moto l’economia italiana aggravando le tasse a chi già le pagava senza spostare invece manco d’un pelo l’iniqua distribuzione della ricchezza nel nostro Paese? Se oggi l’Italia è in recessione, come tutti dicono, e la domanda interna di beni e di servizi è scesa sotto zero, si può forse pensare di farla ripartire levando altri denari a chi già ne ha pochi? Per rimettere in moto l’economia senza appesantire ancora l’enorme debito pubblico del nostro Paese le risorse andavano cercate, semmai, tra le grandi ricchezze ingiustamente accumulatesi proprio in questi ultimi vent’anni. Tutti i dati macroeconomici (ad. es. il “Coefficiente di Gini”) ci dicono infatti che in Italia, specie nei vent’anni appena trascorsi, c’è stato un fortissimo aumento della disuguaglianza nella distribuzione del reddito, del quale però le quattro manovre finanziarie italiane del 2011 quasi non tengono conto. Torniamo quindi a chiedere, con più forza: chi sono i suggeritori occulti degli atti del Governo? Chi, dietro il paravento di una maggioranza tanto vasta quanto eterogenea, dètta, impone, vieta, nega e consente? Molti, in proposito, hanno la netta sensazione che a comandare siano esattamente gli stessi di prima e che l’opposizione di sinistra abbia promesso a Monti il suo sì incondizionato pur di schiodare Berlusconi da Palazzo Chigi. Un bel rompicapo, insomma, mentre sta per decollare la seconda parte della manovra finanziaria, cioè quella per stimolare la “crescita” del Paese e che si annuncia invece come una gigantesca sfoltita alle detrazioni fiscali di cui godevano le famiglie italiane. Un anno da archiviare presto e volentieri, questo 2011