Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Economia mai senza l’etica

Un economista agli onori degli altari

26 aprile 2012 | Dialogo culturale
Giuseppe Toniolo, beatificato il 29 aprile
“Gli onori degli altari per un economista come Toniolo rappresentano un segnale forte che non può sfuggirci”: così il preside della Facoltà di economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Domenico Bodega, ha aperto i lavori dell’incontro di studio svoltosi il 19 aprile a Roma, presso il corso di laurea interfacoltà di economia e medicina, per la formazione di manager dei servizi sanitari, dedicato al tema “L’economia e ‘L’uomo come fine’. L’attualità della lezione di Giuseppe Toniolo”. L’iniziativa è stata promossa congiuntamente dall’Università e dall’Ufficio di pastorale universitaria della diocesi di Roma, nell’ambito della “Settimana dell’economia: Lavoro, finanza, impresa per un nuovo umanesimo”. “Toniolo – ha proseguito Bodega – aveva capito che il destino della società e quello dell’economia sono strettamente legati e che occorre porre in essere le condizioni perché i diversi fattori economici interagiscano secondo principi di moralità e in vista del bene comune”.
 
Le basi dell'Economia sociale
“La grande lezione del Toniolo – ha detto lo storico del pensiero economico Antonio Magliulo – consiste in un metodo per guardare alla storia del capitalismo italiano della sua epoca tenendo presente i diversi fattori e interessi in gioco e proponendo strumenti e metodi per favorire la più ampia partecipazione dei lavoratori ad ogni fase della vita sociale ed economica”. Il relatore si è soffermato sulle diverse fasi storiche vissute dal movimento cattolico nella seconda metà dell’Ottocento, dal periodo della Destra storica (1861-76) a quello della Sinistra storica (‘76-90) fino alla nascita dell’Opera dei Congressi che portò ad avere la presenza di oltre 22 mila “opere” in ogni parte d’Italia. “Toniolo in questa fase introduce un concetto centrale della riflessione, l’etica quale fattore intrinseco dell’economia – ha affermato – rilevando che l’interesse economico non è il solo movente dell’attività produttiva e lavorativa. In pratica, ha posto i fondamenti di una ‘nuova economia reale antropologica’ da cui deriverà poi il suo celebre trattato di economia sociale”. Magliulo ha anche messo in luce che il Toniolo non si è limitato a riflettere in senso teorico, “ma ha anche avanzato precise proposte concrete, quali ad esempio in agricoltura l’introduzione dell’enfiteusi, delle colonie parziali e del piccolo affitto; mentre in campo industriale ha avanzato la proposta di creare le società in accomandita come anche la partecipazione agli utili dei lavoratori”.
 
Il ruolo dei valori etici
“La globalizzazione avvicina gli uomini di ogni continente, ma di per sé non ci rende fratelli”: lo ha detto Luciano Venturini, docente di economia politica, che ha analizzato il rapporto tra le teorie economiche e la responsabilità etica degli agenti economici. “Con la ‘Caritas in Veritate’ il Papa ha posto alcune questioni centrali alla riflessione degli economisti – ha proseguito – in particolare richiamando al ruolo dei valori etici nell’attività economica. In questo senso è uno stimolo perché i cattolici si battano per influenzare il mainstreaming capitalistico nella direzione dell’economia sociale di mercato”. 
 
 
 
Secondo l’aziendalista Americo Cicchetti, “gli insegnamenti del Toniolo sono ancora importanti perché hanno aperto prospettive rilevanti circa il ruolo delle piccole aziende in un tempo in cui si andava nella direzione opposta, quella della nascita della società industriale. A lui si deve la riflessione scientifica sulla partecipazione dei lavoratori agli utili, su un nuovo modo di intendere la remunerazione del lavoro e sul ruolo delle piccolo imprese e delle cooperative”.
 
Economisti santi che portano al progresso
“La ricerca scientifica e la fede non sono in contrasto e in campo economico possono contribuire a creare le condizioni perché i giovani possano trovare un inserimento nel mondo del lavoro”: lo ha detto il vescovo ausiliare di Roma, mons. Lorenzo Leuzzi, intervenuto ai lavori del convegno sul Toniolo. Il vescovo ha sottolineato che “i giovani oggi vanno aiutati non solo a trovare lavoro ma anche a sposarsi, fatto che pone la premessa fondamentale per realizzarsi. Il matrimonio rappresenta per la maggior parte di loro la scelta fondamentale e occorre che la società li aiuti a raggiungere tale traguardo”. Prendendo lo spunto dalla commemorazione del Toniolo, ha affermato che “anche gli economisti possono diventare santi e santi che portano al progresso, non magari come qualche Premio Nobel che invece porta alla crisi”. “È necessario che aumenti la presenza di cattolici dediti alla ricerca economica. Forse crediamo poco nella capacità della fede d’illuminare la ricerca, mentre la crisi in cui ci troviamo poteva essere pensata e prevista alla luce dei valori della dottrina sociale della Chiesa”.

Laico coniugato
Domenica 29 aprile sarà beatificato a Roma Giuseppe Toniolo (1845-1918), nella basilica di San Paolo fuori le Mura. La sua attualità sta nella ricchezza e nella completezza di una biografia laicale: coniugato, con una famiglia numerosa, uomo di studio e di insegnamento, economista di rilievo, egli partecipa all’attività scientifica e allo stesso tempo mette a disposizione tutta la sua competenza per la divulgazione, il coinvolgimento popolare, impegnandosi nell’associazionismo ecclesiale, con una forte attenzione al sociale e, in prospettiva, all’azione politica. Nasce a Treviso il 7 marzo 1845 e all’Università di Padova consegue la laurea in diritto.
Diviene docente di economia politica a Padova e poi a Pisa. Dopo l’Opera dei Congressi diventa presidente dell’Unione Popolare. Molto stimato da Leone XIII, diventa apostolo della Rerum Novarum, “leader” dei cattolici sociali italiani e certamente uno dei più grandi testimoni sociali del suo tempo.
Muore il 7 ottobre 1918.