Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

La libertà di essere cristiani

17° centenario dell'editto di Milano

Scritto da Antonio Francesco Spada | 23 febbraio 2013 | Dialogo culturale
Mentre si celebra nel mondo l’Anno della fede, a Milano è stato indetto anche l’Anno costantiniano, aperto dal cardinale Scola nello scorso dicembre. Le due iniziative non sono in contrasto, ma si integrano bene tra di loro. Fu infatti l’imperatore Costantino il Grande a rendere libera la professione della fede cristiana nell’Impero Romano e a favorire in molti modi la sua diffusione. La scelta dell’Anno costantiniano è motivata dal fatto che in questo mese di febbraio cade il 17° centenario dell’Editto di Milano, col quale gli imperatori Costantino e Licinio nel 313 riconobbero ai cristiani la libertà di professare la loro religione. Dell’Editto di Milano non ci resta l’originale e in realtà non sappiamo neppure se fu scritto un decreto. Gli imperatori comunque comunicarono la loro decisione ai governatori e di ciò troviamo notizia in Lattanzio (La morte dei persecutori, 48,2-12) e in Eusebio (Storia Ecclesiastica, IX, 5). Ecco un brano del rescritto inviato al governatore della Bitinia il 14 giugno 313 e riportato da Lattanzio: “Noi Costantino Augusto e Licinio Augusto, convenuti felicemente a Milano per trattare dell’interesse e della sicurezza dell’Impero, abbiamo ritenuto che tra le questioni che maggiormente richiedono l’opera nostra, nessuna è importante quanto il decidere in qual modo si deve onorare Dio. Perciò abbiamo deciso di accordare ai cristiani e a tutti i cittadini la libertà di seguire la religione che preferiscono, affinché il Dio che sta in cielo dia pace e prosperità a noi e a tutti i nostri sudditi”.
 
Il rescritto dice inoltre: “Vengano abolite del tutto le precedenti disposizioni imperiali circa i cristiani; ora tutti coloro che vogliono seguire la religione cristiana possono farlo senza alcun timore o pericolo di molestie”. Infine gli imperatori stabilirono la restituzione dei beni confiscati ai cristiani. Le decisioni prese a Milano sono tra le più importanti della storia dell’umanità e costituiscono una tappa fondamentale nella liberazione dell’uomo. Non si tratta soltanto della sospensione delle persecuzioni, ma per la prima volta l’autorità politica di Roma imperiale riconosce due principi fondamentali: 1) esiste un’altra fonte di potere e di diritto, oltre quella Stato, cioè quella della divinità, la quale deve essere adorata come essa vuole; 2) ogni persona ha dei diritti naturali originali per quanto concerne la religione e non li ha per concessione dello Stato. La conseguenza diretta è la rottura con la divinizzazione del potere statale imposta da Diocleziano e Galerio. Costantino, accettando l’esistenza di un’altra istanza originaria e diversa da sé, riconosce che lo Stato non è la fonte assoluta del potere e svicola la religione dalla struttura dello Stato. In pratica è contenuta in nuce quella che oggi chiamiamo “laicità dello Stato”. E viene anche riconosciuta alle persone la libertà di associarsi e di formare un altro corpo originario come la Chiesa. Perciò l’imperatore nonI sarà più insieme capo politico e sommo sacerdote. Gli affari terreni dovranno essere governati sempre dal potere politico, ma quelli della divinità dai vescovi. E’ la fine del tempo antico e l’inizio di un mondo nuovo. Le decisioni prese a Milano nel 313 fecero molta fatica ad affermarsi e dopo qualche anno lo stesso Licinio le rinnegò, riprendendo a perseguitare i cristiani. Durante il Medioevo il contrasto fu assai grave e soltanto nei tempi moderni una nazione, gli Stati Uniti d’America, dopo oltre 14 secoli dall’editto di Milano, pose a fondamento del suo ordinamento statale la libertà di religione. La modernità delle decisioni prese da Costantino si rileva dal fatto che il riconoscimento globale della libertà della persona si è avuta solo nel 1945 con l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite e con la Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II (17 dicembre 1965). Ancora oggi molte costituzioni, e non soltanto islamiche, stentano a riconoscere la libertà di religione come diritto originario di ogni uomo. E perciò il papa Benedetto XVI, lo scorso settembre a Beirut, avendo presente la situazione odierna del Medio Oriente insanguinato dalle lotte religiose, presentò la figura di Costantino come esempio da imitare anche oggi.