Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

BOSA Isola Rossa: quale futuro per il suo faro?

Scritto da Alessandro Farina | 13 giugno 2013 | Dialogo locale
La struttura, ormai cadente da anni e che ha rischiato in passato di essere addirittura demolita, è una delle icone che identificano Bosa Marina. Ma sul faro in disuso, costruito sullo sperone roccioso a sud dell’isola Rossa, il futuro non riserva per ora possibili spiragli di rinascita. Perché quello che è oggi ridotto ad un rudere, faccia a vista per decine di migliaia di turisti e bagnanti che frequentano la spiaggia di Bosa Marina, non rientra fra i beni ritenuti come alienabili dalla Conservatoria delle coste. Quindi non può essere inserito nel progetto regionale che prevede la sistemazione e utilizzo di torri e fari dell’isola anche con l’intervento di privati, il progetto varato qualche settimana fa. Ma una soluzione per il faro probabilmente andrà trovata in tempi relativamente brevi. Considerato che l’edificio è esposto alle più estreme condizioni meteo e che da tempo presenta problemi strutturali di non poco conto. “La Conservatoria delle coste ha effettuato qualche tempo fa un sopralluogo anche a Bosa Marina” spiega il sindaco di Bosa Pierfranco Casula. L’idea infatti era di “Ricomprendere in un unico progetto il faro, la torre aragonese ed i fortini militari realizzati nella seconda guerra mondiale sull’isola Rossa.” Rimasta per ora una pia illusione, alla luce dei fatti, cioè dell’esclusione dal progetto regionale.
 
. Che ad esempio in provincia di Oristano annovera Torregrande ed il faro di Capo Mannu. Anche se forse una finestra, di dialogo innanzi tutto, potrebbe aprirsi a breve. “Con il responsabile regionale della Conservatoria delle Coste Alessio Satta abbiamo in programma a breve un incontro per discutere della questione” rivela ancora il primo cittadino. Che sul fronte del demanio (sulla frazione pesano notevoli e diversi vincoli) qualche idea generale l’avrebbe pure. Se non fosse che l’iter per possibili soluzioni si misura ancora in decenni. Mentre l’isola, Bosa compresa, combatte ormai una battaglia di tenuta e possibile sviluppo economico- turistico su scala quantomeno mediterranea, se non planetaria.