Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa
Categoria: News
giovedì 22 luglio 2010
Ma i bambini e le bambine credono in Dio?
Catechesi, bambini e fede - 2
Apparentemente le cose più attraenti ed apprezzate dai bambini e dalle bambine, oggi più che mai, sono tutte materiali: giocattoli, videogiochi, biciclette, cellulari, ecc.
E gli incontri di catechismo sono un qualcosa di attraente o, come la scuola, sono un obbligo dal quale non ci si può liberare?
Per chi va a scuola ogni anno il premio arriva a giugno con le vacanze; vogliamo veramente credere che per il catechismo non valga altrettanto?
 
Arriva anche il momento del passaggio da una scuola all'altra e qui il premio finale è la promozione e la prosecuzione della carriera scolastica (ammesso che ciò interessi). E per chi va al catechismo in preparazione alla Prima Comunione il premio finale è, come dovrebbe essere, il Signore pane di vita?
Quasi sempre si hanno due obiettivi: la “liberazione” dalla frequenza e la festa che ciascuna famiglia programma e che porterà anche regali, spesso importanti dal punto di vista economico.
Frequentare è un sacrificio che si affronta a malincuore ma è il prezzo da pagare per avere oggetti che altrimenti potrebbero solo sognare.
Noi educatori del 4° anno del catechismo in famiglia (parrocchia Madonna del S. Rosario, Alghero), non pensando di essere un'isola felice abitata solo da credenti veri, abbiamo deciso di verificare se la sensazione di disinteresse percepita fosse solo apparenza o una dura realtà.
Ecco cosa abbiamo combinato.
Durante un incontro di routine tenutosi domenica 28 febbraio 2010, senza preavviso e preparati al peggio, abbiamo affrontato l'argomento senza giri di parole e premettendo che quello sarebbe stato l'incontro più importante di tutti i 4 anni di preparazione: è stata sufficiente questa frase per catturare l'attenzione di tutti.
Abbiamo chiesto: credete che Dio esista davvero?
Ebbene, diversi bambini hanno confermato di avere dubbi profondi e qualcuno, forse solo perchè più coraggioso, si è spinto a dire “non credo”!
Arrivati quasi alla fine del periodo di preparazione per la Comunione, risposte simili sono una sconfitta senza rivincita per qualunque catechista, la certificazione che si è perso tempo facendo, ad andar bene, la figura dei creduloni, se non dei truffatori che tentano di spacciare per vere quelle favole contenute nella Bibbia!
Partendo dal presupposto che quasi sempre dubbio ed incredulità hanno come origine l'immaterialità della Trinità, abbiamo indagato più a fondo ed è emerso ciò che ci aspettavamo: nessuno di loro o dei loro conoscenti ha mai visto Dio, o Gesù o lo Spirito Santo. Nessuno ha mai incontrato Maria o qualcuno degli angeli, quindi è lecito pensare che non esistano. Ciò che non si vede e non si tocca nemmeno esiste. Argomento chiuso!
Per questa ragione, per una volta, non abbiamo parlato loro del Padre e ci siamo astenuti dal raccontare della vita di Gesù: abbiamo fatto una "lezione" di fisica, grazie alla quale è stato possibile far notare come moltissime delle cose che ci e li circondano, per quanto immateriali, sono invece esistenti e, anzi, le più apprezzate.
Abbiamo posto una domanda: perchè giocate?
Nessuno se lo era mai chiesto e hanno dovuto rifletterci un po' per dare una risposta: “perchè mi piace”, ha detto qualcuno, “perchè sto con i miei amici”, ha risposto qualcun'altro.
Nessuno ha pensato ai giocattoli come motivo e dopo breve discussione tutti si sono resi conto di averli sempre trattati come strumenti per provare emozioni e sensazioni.
Capire che cerchiamo i beni materiali per i piaceri immateriali che possono darci non è poi così complicato e consente di vedere quanto la nostra vita sia fortemente orientata verso ciò che non può essere toccato.
Siamo poi passati alla fisica vera e propria: forza di gravità, onde elettromagnetiche, luce, suono, gusto, pensieri, sentimenti. Richiamandoli uno per uno abbiamo fatto notare come tutti, pur essendo immateriali (in realtà qualcuno lo è solo perchè sono limitati i sensi umani), abbiano grandi effetti su di noi. Amare ed essere amati è uno dei principali motivi della nostra vita e nessuno, nemmeno un bambino, dubita dell'esistenza dell'amore.
Riflettere un'ora su questo, tra osservazioni, domande curiose e divagazioni, ha consentito di far capire che Dio, anche se puro spirito, anche se non lo vediamo con i nostri occhi, lo possiamo sentire nelle emozioni che fanno battere forte il cuore, lo possiamo sperimentare e percepire con la ragione, anche solo guardandoci intorno e soffermandoci ad osservare le forme di vita più semplici.
Ed un bambino, di quelli “coraggiosi”, alla fine dell'incontro ha detto: “adesso ho capito e credo che Dio esista veramente!”
E' stata una soddisfazione enorme per noi catechisti. Certo, la fede ha bisogno di essere alimentata, coltivata e curata giorno per giorno, ma chissà, forse tra qualche anno, quella strana lezione di catechismo tornerà alla mente e aiuterà i 13 bambini e bambine di quel quarto anno del 2010 nella loro strada verso il Padre...
Gianfranco Mariano