martedì 27 luglio 2010
ALGHERO Quando “il Riservato” ritorna un bene di tutti …
Non capita mai che una zona di proprietà del demanio, in concessione da diversi anni, ritorni alla fruizione pubblica. Qualche volta questo può succedere. È quanto accaduto agli scogli de”Las Tronas”meglio noto come “Il Riservato”. Quest’anno la porzione di cemento è, inaspettatamente, tornata ad essere frequentata dai cittadini che amano il mare non condizionato. Tolto alla pubblica disponibilità dieci anni fa, “Il Riservato” è stato oggetto da sempre di contestazioni da parte dei cittadini che sono stati “cacciati” da quello che per generazioni era stato il loro mare, dove erano cresciuti i loro figli. Anni e anni di lotta con articoli sui giornali, servizi televisivi, denunce alle autorità competenti, continui interventi delle Polizia Municipale e della Capitaneria di porto, sino ad arrivare lo scorso anno alla denuncia da parte delle associazioni ambientaliste per il tentativo, bloccato sul nascere, di una nuova cementificazione dopo i danni delle mareggiate dell’inverno 2009. Anche lo scorso inverno la zona è stata messa nuovamente a dura prova dalle tempeste che hanno continuato a corrodere il cemento che passo dopo passo sta lasciando il posto allo scoglio sottostante.
La natura, insomma, si sta riprendendo quello che negli anni settanta l’uomo gli aveva violentemente usurpato con una colata di cemento. Alcuni alberghi della zona avevano avuto in questo modo la loro spiaggia privata. Quest’estate, grazie ai nuovi risvolti, sono tornati gli anziani e le persone con difficoltà di deambulazione che per mezzo della scalinata, che rende agevole la discesa, possono avere facile accesso all’acqua. Sono tornati anche i bambini più gestibili grazie ai maggiori spazi a disposizione. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale, nello specifico l’assessorato all’Ecologia, ha, inoltre, provveduto alla pulizia della zona verde con il taglio delle sterpaglie ricettacolo di parassiti e pericolosa miccia per gli incendi. Per il resto sono gli stessi bagnanti a farsi custodi del “loro”bene ritrovato. Non è dato a sapere, intanto, la motivazione di questa defaillance da parte del concessionario: la voce più plausibile è quella dei costi troppo elevati per liberare la piattaforma dai detriti che le mareggiate hanno depositato rendendola praticamente inutilizzabile per il posizionamento di sdraio e ombrelloni.
Maria Grazia Fanis