Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

PLANARGIA Nella zona di Suni si riparla di sviluppo dopo tante promesse mancate

Scritto da Alessandro Farina | 11 ottobre 2010 | Dialogo locale
Per dirla in termini matematici le promesse di progresso economico nell’area di Pè ‘e Caddu stanno alle prospettive di rilancio industriale della Sardegna centro occidentale come le mille potenzialità inespresse del territorio (per molti versi ancora onirico, vista la costante carenza di posti letto sufficienti a dirottare un quantomeno medio flusso di ospiti) allo sviluppo turistico della Planargia. Nata fra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80 con l’intento di creare un polo di imprese che potesse, attraverso nuovi posti di lavoro, contrastare lo spopolamento e la continua emorragia giovanile verso il continente italiano ed europeo, l’area industriale sorta ai confini del territorio di Suni con Sindia, resta una delle mancate promesse di sviluppo locale. Dopo un avvio che sembrava far ben sperare, a spegnere entusiasmo e forse passione ci ha pensato la cassa integrazione per i lavoratori di alcune aziende tessili. Oggi le poche buste paga sono distribuite da un pugno di imprese gestite da coraggiosi e pazienti imprenditori locali. 
 
Che devono fare i conti, oltre che con l’ormai famosa crisi mondiale (del credito e non solo), soprattutto con le quotidiane carenze logistiche e strutturali di un’area dove anche “internet” stenta a camminare, nell’era delle “autostrade informatiche,” con gambe veloci. Con il passaggio dei paesi della Planargia da Nuoro a Oristano non sono poi mancate ulteriori vicende politiche. Qualche hanno fa infatti una legge regionale ha stabilito che Isili e Suni venissero scorporate dal consorzio Asi di Nuoro, a cui facevano capo, con possibile scelta l’ingresso nel consorzio industriale provinciale di riferimento. La giunta comunale guidata dal sindaco Antioco Pischedda ha deciso per una gestione in proprio. Scelta non condivisa, stando a sentire le dichiarazioni delle scorse settimane, dalla attuale maggioranza guidata dal neo eletto Demetrio Cherchi. Al di là delle ragioni degli uni o degli altri la lettura è chiara: a Suni non esiste unità di intenti sul futuro della zona industriale. Ma forse neanche una convinta spinta propulsiva da parte degli altri amministratori locali del territorio. Le note in direzione dell’orizzonte futuro non sembrano però, fortunatamente, tutte dolenti. All’area di Pè ‘e Caddu guardano infatti con interesse diversi imprenditori e aziende: per la produzione di energia elettrica ad esempio (con progetti su eolico e fotovoltaico) ma anche per la nascita di un centro per il riciclaggio di pneumatici, con macchinari all’avanguardia e ad impatto ambientale praticamente zero. La speranza (che come si sa è sempre l’ultima a morire) è che il futuro diventi, una volta tanto, finalmente realtà.