Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

MARGHINE Rischio chiusura per alcune scuole

I nuovi criteri mettono a rischio l’apertura delle scuole nei piccoli paesi

Scritto da Luca Contini | 12 novembre 2010 | Dialogo locale
Cambierà radicalmente, il volto della scuola nei paesi del Marghine, nel prossimo anno scolastico. Lo vuole l’effetto delle norme nazionali che puntano al risparmio attraverso quello che si definisce un nuovo dimensionamento scolastico. La partita passa anche e soprattutto attraverso il lavoro dei comuni e della Provincia che, entro il mese in corso, dovranno fare delle scelte da riportare alla Provincia di Nuoro la quale, a sua volta, contratterà con la Regione il nuovo assetto delle autonomie scolastiche e dei così detti punti di erogazione (le scuole vere e proprie) che rimarranno aperte nei paesi del territorio. I numeri delle riforme in atto, già due anni fa, fecero perdere al Marghine un’autonomia scolastica, mentre oggi è a rischio in molti piccoli comuni la presenza stessa anche di una sola scuola. Cinquanta iscritti alla scuola elementare e media inferiore e 30 alla scuola dell’infanzia sono i criteri minimi per mantenere aperti i diversi punti di erogazione. 
 
 Parametri che mettono a rischio Sindia, Bortigali, Dualchi e Lei mentre Birori e Noragugume hanno con coraggio già in passato fatto la scelta di confluire con la scuola elementare rispettivamente a Macomer e Borore per evitare il fenomeno delle pluriclassi che vedeva insieme bambini della prima e dei successivi anni di studio fino alla quinta. I sindaci del territorio più volte si sono già riuniti per fare il punto della situazione e, se ancora non tutto è stato definito nel dettaglio, un principio sembra unire l’impegno di tutti: salvare il salvabile cercando di mantenere almeno in ogni comune un punto di erogazione, sia esso della scuola dell’infanzia, elementare o media. Uno strumento potrebbe essere, oltre alla richiesta delle deroghe per le situazioni più difficili, quello dei consorzi fra comuni che garantiscano efficienza e al contempo la qualità dell’offerta formativa.