Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

L’infinito di Garibaldi

Scritto da Giuseppe Zichi | 24 novembre 2010 | Dialogo culturale
E' nella dimensione dell’«infinito», maturata a Caprera dall’eroe dei due mondi, che si potrebbe individuare il punto di svolta più significativo dell’ideologia garibaldina, espressione di una globale visione laica della vita che arriva persino a contemplare «Dio», «l’Universo» e «il Creato». Una chiave di lettura, questa, che Giuseppe Garibaldi ci fornisce - forse traendo spunto dalla non lontanissima riflessione leopardiana - sul periodo trascorso nella piccola isola dell’arcipelago di La Maddalena in Sardegna (più di venticinque anni) e che arriva a comprende gran parte del suo percorso biografico. Il Poema autobiografico, nei suoi ventinove canti, ricorda infatti gli avvenimenti più significativi dell’esistenza dell’eroe: dall’esperienza come corsaro fino alla campagna d’Aspromonte e, nel contempo, le suggestioni di Garibaldi su Caprera; tra i suoi endecasillabi si legge infatti: «l’infinito qui contemplo!». 
 
Quella di Giuseppe Garibaldi sull’isola è una riflessione che, peraltro, ci aiuta non poco a comprendere le vicende e le emozioni vissute dal generale nel periodo in cui si porta a compimento il faticoso processo d’unificazione nazionale italiano, alla stregua delle importanti questioni a livello transnazionale; e questo, nonostante l’eroe, nelle sue Memorie, dedichi alla piccola isola uno spazio assai ristretto, solo pochi cenni al rientro dalle imprese più importanti. È all’interno di un non comune percorso di vita, quale è quello di Giuseppe Garibaldi, che va concepita, infatti, come momento di snodo, la scelta di Caprera.