Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

I retroscena de “Su Connottu”

La storia oltre le storie

Scritto da Giuseppe Zic | 11 gennaio 2012 | Dialogo culturale
 
Il malessere sociale e la precaria situazione economica, sfociarono a Nuoro nel 1868 in alcuni moti popolari, meglio conosciuti con il nome de “Su Connottu”. I moti scoppiarono a Nuoro la mattina del 26 aprile, quando un gruppo di dimostranti si presentò davanti al sottoprefetto affinché egli revocasse la deliberazione presa dal consiglio comunale di lottizzare e vendere il salto di “Sa Serra”. Da quel momento in poi fu un crescendo di dimostrazioni di malcontento popolare. Di qui l’abbattimento delle porte del municipio con la requisizione dei fucili della Guardia nazionale e delle carte riguardanti il piano di spartizione dei terreni comunali. Il fine era quello di bruciarle nella pubblica piazza. 
 
La questione de “Su Connottu” aveva occupato per diversi giorni le pagine della stampa isolana. Il giornale filomassonico, “Il Corriere di Sardegna”, aveva accusato il vescovo Salvator Angelo Demartis di essere stato la mente e l’ispiratore di quelle dimostrazioni. Una posizione che lo stesso Giorgio Asproni parve condividere nel suo Diario alla data del 17 maggio di quello stesso anno. La stampa democratica esprimeva, tuttavia, su questa vicenda una più ampia articolazione di posizioni e, soprattutto nelle pagine de “La Cronaca”, in quegli stessi giorni, una maggiore prudenza mettendo in evidenza come fosse un «difficilissimo compito» il «discorrere di popolari agitazioni». Alla base degli avvenimenti nuoresi vi era, quindi, secondo questa ricostruzione, solamente la «questione dei terreni comunali»; una valutazione riconducibile dunque ad una vicenda strettamente locale. Il vescovo di Galtellì-Nuoro, Angelo Maria Demartis, che “Il Corriere di Sardegna” aveva considerato l’artefice di quel clima d’insurrezioni popolari, veniva così scagionato anche se la vicenda era diventata, ormai, un caso nazionale.