Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

I giochi sono finiti. Forza Europa!

Tutti insieme potremmo uscire dalla crisi

Scritto da Gianfranco Mariano | 19 gennaio 2012 | News
Potrei anche lasciare questo articolo con solo titolo e sottotitolo: il mio pensiero credo sia, già così, inequivocabilmente chiaro. Ma qualcos'altro vorrei dirlo.

Come spesso mi capita quando voglio vedere un po' più a fondo in cose poco chiare, mi immergo in dati ed informazioni che la grande Rete di Internet mette a disposizione. Questa volta non ho dovuto faticare troppo, perché su Wikipedia sotto la voce “Lista di Stati per PIL (nominale)” appare un'eloquentissima tabella che riporta, in ordine decrescente di Prodotto Interno Lordo (= ricchezza, in soldoni...), oltre 200 Paesi con di fianco al nome l'ammontare.

 
 
Di questa tabella riporto, per comodità di lettura, i primi 15 Paesi secondo i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale (i valori sono del 2009 ed espressi in milioni di dollari statunitensi) e completo l'informazione con l'indicazione degli abitanti:
1° Stati Uniti = $ 14.119.050 con 310.569.000 abitanti
2° Giappone = $ 5.068.894 con 127.205.000 abitanti
3° Cina (senza Hong Kong e Taiwan) = $ 4.984.731 con 1.342.000 abitanti
4° Germania = $ 3.338.675 con 81.470.000 abitanti
5° Francia = $ 2.656.378 con 65.102.000 abitanti
6° Regno Unito = $ 2.178.856 con 62.698.000 abitanti
7° Italia = $ 2.118.264 con 61.017.000 abitanti
8° Brasile = $ 1.574.039 con 203.429.000 abitanti
9° Spagna = $ 1.467.889 con 46.754.000 abitanti
10° Canada = $ 1.336.066 con 34.030.000 abitanti
11° India = $ 1.236.943 con 1.189.172.000 abitanti
12° Russia = $ 1.231.892 con 138.740.000 abitanti
13° Australia = $ 994.246 con 21.767.000 abitanti
14° Messico = $ 874.810 con 113.724.000 abitanti
15° Corea del Sud = $ 832.512 con 48.755.000 abitanti

Il divario tra il primo posto, occupato dagli Stati Uniti, ed il secondo, occupato dal Giappone, è impressionante: quasi 3 volte tanto! E rispetto all'Italia quasi 7 volte tanto!

Ma.

Sì, c'è un “ma”...

 
Gli Stati Uniti sono 50 Stati e 50 economie che camminano unite con una sola moneta, una banca centrale che governa veramente il dollaro, un presidente con poteri veri.
L'Unione Europea è formata da 27 Stati e 27 economie che camminano divise con una sola moneta per 17 di loro, una banca centrale ingessata che non governa veramente l'euro, un presidente della “Commissione” che non ha veri poteri. Sorvoliamo sul peso politico del governo europeo, anche perché non c'è proprio niente da dire!

Buttiamoci per un attimo nel mondo dei sogni: da domani i 27 Stati saranno considerati uno solo, come gli Stati Uniti, per cui nelle statistiche mondiali apparirebbe solo l'Unione Europea con questa performance:

Prodotto Interno Lordo: 16.414.697 milioni di dollari;
Abitanti: 499.723.000.

Si deve aggiungere altro? Nel caso non fosse abbastanza evidente, l'UE sarebbe la prima economia mondiale, distanziando gli Stati Uniti di oltre 2.000.000 di milioni di dollari!


Giusto un paio di considerazioni.
Non ci interessa la sfida fine a sé stessa. Lo scopo non è essere i più ricchi, i più spreconi ed indifferenti al mondo. Lo scopo è raggiungere massa critica, consapevoli che il vero problema della crisi europea ed italiana ha ben poco a che fare con il debito pubblico, in quanto tale, del nostro Paese o della Grecia o della Francia. E' invece una mega speculazione finanziaria sulle spalle dei cittadini. Ma questo è stato ed è possibile sostanzialmente per due ragioni:
  1. perché le nostre economie sono divise, ed una cosa è aggredire singoli Stati delle dimensioni economiche, per quanto importanti, che abbiamo visto, altro è aggredire un colosso che pesa più degli USA (mai come in questo caso per chi specula vale il vecchio motto divide et impera);
  2. perché l'euro non ha alle spalle una banca centrale capace di incidere veramente sull'economia, se non con il tasso di sconto, e questo per volere della Germania e per suoi calcoli economico-finanziari che (forse) producono o produrranno risultati positivi solo per lei, ma scaricandone i costi sul resto dell'Unione Europea.
Al di là delle necessarie riforme rimane evidente che, se veramente si vuole evitare di essere divorati così facilmente da questi mega speculatori, è indispensabile essere meno vulnerabili, più uniti e con politiche economiche valide per tutta l'Unione Europea.
Per questo, anche per ragioni di equità sociale che oggi appaiono cosa secondaria ed assolutamente irrilevante per qualcuno, ci piaccia o meno, non restano che due possibili strade: o si chiudono i varchi nei quali con spaventosa agilità s'infilano gli speculatori, avezzi a giocare con le agenzie di rating per spuntare tassi d'interesse maggiorati sui titoli del debito pubblico (come successo con il nostro Paese), o si raggiunge una vera unione tra i Paesi UE in modo da essere così pesanti politicamente e finanziariamente da scoraggiare questi personaggi che, senza scrupoli, giocano sulla vita di miliardi di persone.
L'ideale sarebbe eliminare il debito pubblico e quindi le ragioni stesse della speculazione, ma credo sia meno complicato tifare per il Vecchio Continente finalmente unito.
I giochi sono finiti. Forza Europa!