Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

BOSA - Nasce lo Sportello oncologico e per l’ospedale ritorna la fiducia

Scritto da Alessandro Farina | 28 gennaio 2012 | Dialogo locale
La conferenza stampa convocata nei giorni scorsi all’Ospedale Mastino di Bosa per presentare lo Sportello Oncologico, promosso dall’azienda sanitaria e dalla Lilt di Oristano, è servita anche per fare il punto della situazione su presente e futuro della struttura sanitaria in riva al Temo. Sul tavolo della Direzione Sanitaria del presidio il Direttore Generale Mariano Meloni ha annunciato che l’attivazione dello Sportello Oncologico è in sostanza il primo gradino di un più ambizioso obiettivo: la nascita di un ambulatorio di oncologia che possa venire incontro alle esigenze degli oltre quattrocento pazienti di Bosa e della Planargia che fino ad oggi hanno dovuto fare affidamento sulle cure di altre strutture ospedaliere o ambulatoriali al di fuori dei confini dell’azienda di Oristano. “Un trend di mobilità passiva che è possibile invertire, grazie alla presenza di personale specializzato già in forza nella struttura” le basi iniziali del progetto, che muovono dal sostanziale incremento delle Tac (dalle 1500 del 2010 si è passati alle 3000 dell’anno appena trascorso) e dall’avvio degli ambulatori di chirurgia senologica e recentemente di oncoematologia, seguiti rispettivamente dai medici Luciano Curella e Paolo Casula. Per il direttore sanitario della Asl Nicola Orrù “Il “Mastino” si sta muovendo nella direzione della sostenibilità, sia in termini economici che di sicurezza”. Mentre per il futuro “Dobbiamo ripensare l’ospedale come un punto di riferimento per il territorio e ridisegnare i percorsi assistenziali in modo che siano garantiti i primi livelli di assistenza ed i cittadini trovino risposte ai bisogni essenziali” la strada del dirigente Asl. 
 
Ulteriormente confermata dal Direttore Generale Mariano Meloni “In quest’ospedale ci sono 75 posti letto accreditati, molti dei quali sono sottoutilizzati: ciò significa che l’offerta non è conforme alla domanda, con uno sbilanciamento fra acuti e non acuti. Dobbiamo invece rimodulare l’offerta in base ai bisogni sanitari, e questo ci porterà a differenziare le aree di intervento, ad ampliare il ventaglio di attività, allargandola all’oncologia, all’ortopedia, all’urologia ed alla ginecologia, potenziare il day service e il day surgery e ridurre i ricoveri inappropriati” con in aggiunta il programmato trasferimento dei servizi territoriali da Santa Caterina al presidio di via Pischedda. Nei giorni scorsi poi la stessa Asl ha presentato poi alcune novità che riguardano la riorganizzazione delle attività in Ostetricia e Ginecologia. Passi attentamente valutati dagli amministratori locali. Disposti a discutere di una riorganizzazione generale dei servizi nella struttura, anche se rimangono preoccupati rispetto alle decisioni prese dalla Regione nel luglio scorso, in particolare riguardo alla trasformazione del Pronto Soccorso in Punto di primo intervento.