Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Il femminile nella Chiesa e l’impegno nel sociale

La ricerca di Tonino Cabizzosu sulla donna consacrata in Sardegna nei secoli XIX-XX

Scritto da Giorgio Puddu Università di Cagliari | 24 febbraio 2012 | Dialogo culturale
La nuova fatica di Tonino Cabizzosu, Ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica della Sardegna, ha come oggetto di studio l’apporto offerto dalla donna consacrata nella Chiesa e nella società sarda nei secoli XIX-XX ed è impreziosita da una “Prefazione” firmata da Grazia Loparco, una delle più qualificate studiose del femminismo cattolico. Nel porre sotto osservazione le relazioni intercorse tra Chiesa e società civile in Sardegna tra fine ‘800 e ‘900, il protagonismo femminile si colloca in posizione non subalterna nel venire incontro alle esigenze dei deboli, dei sofferenti, delle classi meno agiate. T. Cabizzosu, pone l’attenzione su una Sardegna che, uscita dalla crisi dello Stato liberale, attraversava la fase dell’avventura fascista e poi democratico–repubblicana e mette in luce l’impegno del mondo femminile nel sociale, secondo la nuova metodologia storiografica. Va da sé che tanto dinamismo, riversato con partecipazione sul sociale, soprattutto in quelle fasi durante le quali lo Stato brillava soltanto per la sua assenza, si esprimeva all’interno di quegli Istituti religiosi (ben 16) che, a partire dagli anni Venti del Novecento, sbocciarono in Sardegna, grazie anche a valide figure maschili che seppero coniugare l’apostolato con l’impegno nel sociale. In questo contesto, l’azione pastorale di Felice Prinetti, attivo nel Sarcidano, chiamava in causa altrettanto impegno profuso da Virgilio Angioni, da Ernesto Maria Piovella, Giovanni Battista Manzella, Evaristo Madeddu e da altri ancora, tesi a offrire amorevolmente attenzioni e, soprattutto, forti impianti culturali–educativi in favore dei piccoli e dei poveri. 
 
L’azione portata avanti dagli Istituti Religiosi eretti in Sardegna tra gli Anni Ottanta dell’Ottocento e il Novecento inoltrato, in una regione non sempre privilegiata dalle favorevoli congiunture economiche, si muove attraverso l’attività instancabile di queste figure carismatiche, sulle quali si sofferma l’analisi di T. Cabizzosu. E’ soprattutto sugli interventi di altrettante figure femminili che questo pregevole lavoro apre un varco di conoscenze dove occupa un posto degno di alto rilievo l’azione del volontariato vincenziano, attraverso una capillare diffusione delle dame di carità e delle conferenze, artefici di un servizio silenzioso in favore dei poveri.. Il panorama femminile si rivela anche come uno scrigno impreziosito dalla presenza di figure di grande rilievo, come quella di Maddalena Brigaglia, Angela Marongiu, Beniamina Piredda, Maria Giovanna Dore. In quest’ultima, la consacrazione a Dio, dopo un’esperienza letteraria che aveva riscosso ampi successi, poneva le premesse per un’azione di ampio respiro, che guardava in particolare all’Unità della Chiesa. Bruna Maxia a Cagliari, in un complesso di interessi e di sinergie che vedevano coinvolti mons. Piovella e il gesuita Giuseppe Abbo, avviava nel sobborgo di “Su Baroni”, un sentito servizio di carità. Il bel volume di T. Cabizzosu chiude, infine, la rassegna sulle figure femminili e sugli Istituti eretti soprattutto dalla loro volontà operativa a favore dei bisognosi, con altre protagoniste, fra le quali Agostina Demuro, laica, fondatrice di un Istituto Secolare, ricopre un ruolo di rilievo per la sua opera profusa a sostegno di una terra martoriata, l’Ogliastra. La pubblicazione, ricca di riflessioni, costituisce un contributo fondamentale per l’approfondimento del ruolo svolto dalla donna consacrata in favore della società isolana.