Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Vuoi avviare una nuova attività?

Breve viaggio tra banche e centri di garanzia fidi

Scritto da Gianfranco Mariano | 15 marzo 2012 | News
Potrebbe sembrare che la crisi abbia spaventato tutti gli italiani tanto da far loro pensare che questo non sia il momento migliore per investire e cercare opportunità di lavoro in proprio. Eppure non è esattamente così.
 
Voglio raccontarvi una vicenda recentemente accaduta nel territorio della nostra diocesi e che lascio al vostro giudizio.
 
Un gruppo di persone non più giovanissime con diverse esperienze di lavoro alle spalle, decidono di lanciarsi in una nuova avventura imprenditoriale. Con i pochi soldi messi da parte negli anni, tanto entusiasmo e molta buona volontà, pensano ad una qualche attività che non comporti un esborso così alto da dover essere del tutto impraticabile e, quindi, avviano una certosina ricerca su Internet per trovare quella giusta.
 
Ritenendo di aver individuato la migliore (un franchising) e, constatata la sussistenza di tutti i requisiti richiesti, fanno due conti e arrivano ad una conclusione: c'è un buon mercato potenziale, i margini sono tali da consentire il pagamento degli stipendi e si può ragionevolmente sperare in un utile. Sul fronte costi: tra mensilità da anticipare per il locale commerciale, costi di allestimento, approvvigionamento merce, costituzione società, promozione e spese varie, il conto sale a circa 65.000 euro a fronte di una disponibilità di circa 15.000. Serve un prestito.
Un giro tra le varie offerte bancarie ed ecco quella che appare ideale: prestito sino a 100.000 euro per start-up (aziende non ancora costituite o con al massimo 21 mesi di vita). Cosa serve? Solo elegibilità Consorzio Fidi (Confidi) per almeno il 60% del finanziamento.
La cosa sembra relativamente semplice e si passa alla verifica dei requisiti per poter essere coperti da Confidi Sardegna. Ecco cosa chiedono (fonte: http://www.confidisardegna.it/it/richiesta-garanzia/index.aspx?m=53&did=155):
- Relazione aziendale (attività, mercato, andamento prospettive, destinazione del finanziamento)
- Bilanci Ufficiali (ultimi due)
- Situazione contabile aggiornata
- Situazione lavori/portafoglio ordini (aggiornato)
- Unico della società ultimi 2 esercizi
- Unico PF dei soci ultimi 2 esercizi e situazione patrimoniale personale dei garanti
- Fotocopia estratto conto scalare ultimo trimestre (di tutte le banche con le quali la richiedente intrattiene rapporti fiduciari)
- Certificato C.C.I.A.A.* non antecedente 3 mesi
- Ultima attestazione denuncia contributiva – modulo UNIEMENS -ex DM 10
- Atto costitutivo e statuto
- Eventuali delibere attribuzione cariche sociali, poteri di rappresentanza e modifiche statutarie
- Copia leggibile documento di identità non scaduto del legale rappresentante, del titolare effettivo, ovvero di tutti i soci che detengono quote di capitale superiori al 25%
- Copia leggibile codice fiscale del legale rappresentante, del titolare effettivo, ovvero di tutti i soci che detengono quote di capitale superiori al 25%
- Elenco principali clienti e fornitori
 
Invece che da Confidi, le cui richieste a giudicare dal sito si direbbero impossibili da soddisfare, gli aspiranti imprenditori provano con Finsardegna, la quale chiede (fonte: http://www.finsardegna.it/kit-documenti-per-il-credito.html):
- Certificato di iscrizione a C.C.I.A.A. e REA
- Bilancio analitico ultimo esercizio anno
- Bilancio analitico esercizio precedente anno
- Situazione patrimoniale e conto economico al …………………
- Copia ultimo modello UNICO
- Copia penultimo modello UNICO
- Certificato attribuzione numero partita IVA dell’impresa
- Tesserino codice fiscale del titolare o legale rappresentante
- Documento di identità del titolare o legale rappresentante
- Tesserino codice fiscale dei soci e dei garanti
- Documento di identità dei soci e dei garanti
- Copia Atto Costitutivo e successive modifiche
- Copia Statuto della Società e successive modifiche
- Relazione attività impresa
 
In considerazione della specifica attività che s'intende intraprendere, a questi documenti sono stati aggiunti anche preliminare di affitto del locale commerciale dove dovrà sorgere l'attività e contratto franchising, mentre non sono richiesti i bilanci, impossibili da avere, ovviamente.
 
Tutto in ordine? No, perché condizione di base è che la società sia costituita, che il contratto di franchising sia stipulato e che, quindi, siano sostenuti una serie di costi d'avvio. Fatto ciò, entro pochi mesi, diranno se si può essere coperti o meno! Intanto esiste la non remota possibilità che si spenda per niente e quindi, di fatto, che la banca pur disponendo di linee di finanziamento praticamente non eroghi un solo centesimo a questa e ad aziende come questa che ho descritto.
 
In pratica mi pare di capire che con questo sistema di garanzie la banca si sia tolta l'impiccio di dover indagare se chi gli chiede un finanziamento sia o meno solvibile, scaricando quest'onere su un ulteriore soggetto.
 
Il Consorzio, ricevendo la richiesta di copertura dall'aspirante imprenditore, lo mette al corrente del fatto che le garanzie devono a loro volta essere garantite personalmente o da terzi disponibili!
 
Di questo passo potrebbe anche nascere (sempre che non sia già nato) un consorzio di “seconda istanza”, il quale potrebbe farsi carico di chiedere lui le garanzie all'imprenditore affinché si possa prestare garanzia al consorzio di “prima istanza” che a sua volta farebbe da garante alla banca...
A voi il giudizio e la risposta a questa domanda: a questo punto chi avrebbe ancora il coraggio di continuare?