Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Macomer, Sindia e Bortigali: nuove risorse per gli allevatori

Scritto da Luca Contini | 26 marzo 2012 | Dialogo locale
Anche il comune di Bortigali e quello di Sindia entrano a pieno titolo nel sistema di gestione del Sito di interesse comunitario di Campeda (Sic) grazie all’approvazione nei rispettivi consigli del Piano di gestione dell’area di conservazione e tutela al quale aveva aderito solo il comune di Macomer. Un passaggio importante, per il territorio, viste le numerose polemiche che negli anni scorsi avevano caratterizzato l’istituzione del Sic provocando la rivolta degli allevatori preoccupati dei possibili vincoli che la sua istituzione avrebbe potuto scaricare sulle attività del comparto agropastorale. “Preoccupazioni – sottolinea il sindaco di Sindia Franco Scanu - che oggi sono venute a cadere. Si è invece acquisita la consapevolezza che la partecipazione attiva alla gestione del Sic può rappresentare una risorsa nell'acquisizione di finanziamenti al pubblico e al privato per la più corretta gestione del territorio".
 
Un percorso che ha già sperimentato l’amministrazione di Macomer che proprio in questi giorni ha acquisito due finanziamenti per la realizzazione di altrettanti centri di documentazione ed educazione ambientale inseriti proprio all’interno dell’area del Sic. Le due iniziative prevedono il recupero della cantoniera delle Ferrovie dello Stato situata proprio nel cuore dell’altopiano di Campeda in prossimità della SS 131 dove, con un finanziamento di 186 mila euro della Regione, l’amministrazione comunale ristrutturerà l’edificio per trasformarlo in un centro di documentazione e di educazione ambientale. Presidio didattico e centro di educazione ambientale diventerà, grazie a una spesa di 136 mila euro, anche la struttura dell’ex Centro medico veterinario. Sono i primi fondi che arrivano per la gestione di un’area di tutela che si estende su 4.600 ettari di terreno nei comuni di Bortigali, Macomer e Sindia tutti di proprietà privata. A breve i tre comuni interessati, su richiesta della Regione, dovranno inoltre aggiornare il Piano di gestione dell’area. Un passaggio che questa volta darà l’opportunità anche ai comuni di Bortigali e Sindia, di far sentire la propria voce per individuare le regole di gestione che vengano incontro alle esigenze dei propri allevatori.