Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Il Matrimonio

(Ri)scoprire i fondamenti del Sacramento

Scritto da Gianfranco Mariano | 29 aprile 2012 | News
Il termine “matrimonio” (= Mater – madre – e Monium – azione) richiama la volontà della donna di diventare moglie e madre e, consapevolmente o meno, di essere parte attiva della Creazione.
Ci sono poi i sinonimi:
a) “sposalizio”, che deriva dal latino “spondere” = promettere formalmente e religiosamente;
b) "nozze”, che deriva dal latino “nuptiæ”, termine legato a “nubo” = coprire, inteso come velo portato dalla sposa.
Il significato di “matrimonio” se da un lato porta con sé l'idea della spinta verso la vita che può arrivare, dall'altra non piace a chi si occupa di pastorale familiare, in quanto non tiene conto del rapporto a tre (uomo, donna e Creatore), dell'amore che sta alla base di questo straordinario sacramento. Per questo il termine “sposalizio” è preferito.
Molto spesso capita di sentire il parallelo “sposo-Cristo” e“moglie-umanità” e per capire bene quale sia il rapporto che esiste tra noi e Dio, dovremmo spingere il parallelo ad un livello ancora più umano. Facciamo un esempio concreto e diamo il nostro giudizio su questa vicenda:
 
1) un uomo straordinariamente attraente ama alla follia una donna e desidera che diventi sua moglie, la vede di una bellezza sfolgorante, ed è pronto a qualsiasi sacrificio pur di averla con sé e farla felice.
2) la donna corteggiata è abbagliata dalla bellezza di quest'uomo, se ne innamora, apprezza le attenzioni che le vengono riservate e decide di sposarlo.
dopo il matrimonio, passati pochi mesi, la donna incontra un altro uomo, certamente molto meno bello del marito ma spavaldo, simpatico e sempre pronto a fare festa. Cede alla tentazione, tradisce il marito e se ne va di casa.
3) Il marito tenta di riavere sua moglie, ma questa è insicura: le promette il perdono e le ricorda quanto sono stati felici insieme. Niente da fare, la moglie sembra tentennare spinta dal ricordo ma non ritorna a casa.
4) La donna gira il mondo insieme al suo amante, ma standoci insieme si rende conto che lei non è il suo unico interesse, anzi, basta che veda una qualsiasi donna appena appena attraente e subito le corre dietro.
5) La donna si rende conto che ha fatto una stupidaggine a lasciare il marito per un uomo simile e si ripresenta a casa chiedendo perdono.

Cosa dovrebbe fare il marito? Qual'è la nostra risposta?
Ecco la risposta di questo particolare marito: perdona la moglie, l'abbraccia e sente che potranno nuovamente essere felici insieme.
Passa qualche mese e qualcosa accade nella vita di questa famiglia riunificata:
1) la moglie riceva la telefonata del suo ex amante che le chiede scusa e la invita a fare un altro viaggio da sogno con lui.
2) la donna nonstante tutto si lascia convincere e lascia nuovamente il marito.
3) il marito vuole spiegazioni, la chiama, le manda sms, ma non riceve mai risposta.
4) durante il viaggio l'amante della donna incontra per caso una ragazza e la molla nuovamente.
5) la donna ripensa al marito a casa, alle telefonate lasciate senza risposta e agli sms ignorati. Si rende conto che il marito la ama veramente e che l'uomo con il quale è partita non è affatto innamorato di lei.
6) la donna ritorna a casa e chiede perdono al marito.
 
Cosa dovrebbe fare il marito? Qual'è, questa volta, la nostra risposta?
Ecco la risposta del particolare marito: perdona la moglie e la riaccoglie, innamorato come il primo giorno.
E questo per chissà quante volte...
 
Noi, probabilmente, penseremmo che un uomo così è un fesso: ha corna quanto un cesto di lumache e, nonostante tutto, continua ad amare e ad accogliere una donna che, più che da moglie, si comporta da prostituta!
 
Il matrimonio tra umanità e Dio è proprio così: un nostro continuo partire e ritornare, sapendo che il marito “Dio” non reagisce secondo la nostra logica, ma una volta fatta una promessa la mantiene e non torna indietro nemmeno di fronte alle continue ed opportunistiche nostre infedeltà. Non ci abbandona, non ci ripudia, ci lascia liberi, con tutti i nostri limiti, i nostri tentennamenti, le nostre ambizioni, le nostre distrazioni, di scegliere se “rimanere in casa” o, al contrario, se “abbandonare il tetto coniugale”.

Ma qual'è il ruolo del matrimonio nel piano di salvezza di Dio?
Precisato che Sacro deriva dalla radice linguistica SAC diffusa un po' in tutta Europa, e non solo, che significa attaccarenel senso di appiccicare,attribuire, ne deriva che quanto veniva e viene attaccato/attribuito alla divinità era ed è detto sacro.
Ilsacramento nel mondo dell'antica Roma era un vero e proprio giuramento, come quello che facevano i soldati al momento dell'arruolamento.
I Sacramenti cristiani sono degli impegni che Dio prende nei confronti di ciascuno, impegni attivabili a nostra semplice richiesta.
Generare figli è cosa naturale in tutti gli esseri viventi: cani, gatti, gli animali in genere e lo è anche per le piante.
Se è già così per la stragrande maggioranza degli esseri viventi, che impegno aggiuntivo può prendere Dio nei nostri confronti? Ci ha già consentito di avere figli, cosa aggiunge con il sacramento? Cosa ci aggiunge?
Per capirlo dobbiamo partire dalla considerazione che somigliamo a Dio.
E se somigliamo a Dio possiamo generare figli di Dio!
Forse più che con altri sacramenti quello del Matrimonio ha un fortissimo legame con il Creatore, tanto da essere presente in lungo e in largo su tutta la Bibbia, non solo come racconto di nozze (un esempio è quello delle famose nozze di Cana, dove Gesù trasformò l'acqua in vino), ma soprattutto come unione tra Dio e umanità, come patto, come alleanza eterna.
Nel patto nuzionale con Dio si osserva spesso la sposa (l'umanità) che tradisce e ritorna continuamente al suo sposo (il Signore) e, dall'altra parte, lo sposo che è speranzoso di riabbracciare la sua sposa e aspetta con pazienza, pronto a riaccoglierla nel caso questa decida di ritornare.
Il Sacramento del Matrimonio umano deve tenere conto dell'atteggiamento che Dio ha nei nostri confronti: ciò non significa che ci debba essere una parte che subisce sempre e l'altra che trasgredisce in continuazione... E' però indispensabile prendere coscienza che chi chiede il sacramento (due persone) “appiccica a Dio” = “rende sacro” un patto che diversamente sarebbe solo umano. Nessuno è obbligato a richiedere la versione “accessoriata” di questo patto, ci si può benissimo accontentare di quella “base”, non sacra, ma quando si è scelta la versione “lusso” non è che si può pensare di togliere gli accessori per farla diventare spartana...
Nel matrimonio cristiano si deve tenere sempre presente che si è fatta una scelta e si è anche preso un impegno, si spera consapevolmente, di essere molto più di due persone che si mettono insieme con effetti anche dal punto di vista legale. Se si sente come proprio questo ciò che si apre di fronte agli sposi è l'eternità, perché a differenza del matrimonio civile e di tutti gli altri sacramenti dove esiste uno che chiede e Dio che accetta, il matrimonio è anomalo: due chiedono insieme (come se fossero una sola persona) e Dio accetta e fa da garante, da testimone, promette la sua fedeltà ed il suo sostegno perché, proprio in virtù del fatto che somigliamo a Dio, siamo chiamati a generare figli di Dio.