Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

I giovani si interrogano: esiste il diavolo o il dio del male?

L’esperienza di un insegnante di religione

Scritto da Gilberto Borghi | 11 maggio 2012 | Dialogo culturale
Fino a che punto il patrimonio del cattolicesimo fa ancora parte del popolo italiano giovane? Spesso la fede in Gesù non è più presente nel loro orizzonte. Il demonio non è pensato più come una creatura, ma come il dio del male. Sullo stesso piano di quello del bene.
 
Raffaello Sanzio, San Michele e il drago, 1505 circa, Museo del Louvre di Parigi
 
“I principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (L 121/85 art. 9). Per questo articolo io ho il permesso di stare a scuola. E credo che pure i miei studenti, forse, lo sappiano e stranamente, vogliono darne prova. “Prof. ma davvero funzionano gli esorcismi?” “In che senso, Denis?” “Cioè, voglio dire, se uno fa un esorcismo poi il diavolo davvero gli entra dentro?” Come volevasi dimostrare! Ma uno dei “fondamentali” della didattica è che si inizia sempre da dove sono gli studenti. E allora avanti. Anche perché sono convinto che il loro interesse per questo tema non rivela solo il gusto morboso del sensazionalismo, ma offre anche una chiave di lettura su come loro percepiscono il bene e il male in rapporto all’uomo e al mondo. “Mia zia mi ha detto che gli esorcismi esistono davvero - prosegue Denis - e una volta mi ha raccontato che il diavolo se vuole può “dominare” le persone fino anche a farle morire...” “Ma prof. è obbligatorio parlare di ‘ste cose così? mi mette paura, dai!” Sophia è dolce e sensibile e giustamente recrimina sul tentativo di Denis di “buttarla” sull’emozionalismo. “No, tranquilli ragazzi, nemmeno a me va di parlarne così. Credo che sia giusto dare risposte sensate ai vostri dubbi e alle vostre domande, ma non voglio farlo sull’onda della paura e sul gusto del terrore”. Perciò ho utilizzato due video “selezionati” che mi sembravano adatti. Il primo è un’intervista parallela tra padre Amorth, noto esorcista, e il dott. Tonino Cantelmi, psichiatra, pure lui cattolico, il secondo, invece, è uno stralcio della trasmissione “Le iene”.
 
 Un servizio girato in una imprecisata chiesa del sud Italia, in cui settimanalmente centinaia di fedeli partecipano a un rito di “liberazione” dal maligno, con annessi e connessi: svenimenti, acqua santa, strepiti e urla, incenso e... botte da orbi all’indirizzo del malcapitato cameraman, prontamente sgamato da un “buttafuori” ecclesiale. “Si, ma prof. questi qui in Chiesa sono “fritti”, si suggestionano da soli - inizia Carlotta dopo la visione del secondo video - Ma una che sviene, urla e sbraita se ci danno con l’acqua santa.. va bhè, non ci sta col la testa prof”. “Macché esorcismo, - ribatte Carlotta - questi si devono far curare da uno bravo. Il demonio è una balla che ci hanno insegnato, dai! Per me non esiste”. “Io invece credo che ci sia eccome - riparte Denis - anzi forse esiste più lui che Dio.” “Va bhè, se credi a uno credi anche all’altro - di nuovo Melissa - è logico, non esiste il male senza il bene”. “Eh, ma se è così - aggiunge Sophia - non sono mica pari Dio e il diavolo, anzi spesso mi viene da pensare che il male è molto più forte”. Ho lasciato andare la discussione da sola, per un po’, per vedere fino a che punto davvero il patrimonio del cattolicesimo faccia “ancora” parte del popolo italiano, per lo meno di quello giovane. E ho dovuto constatare come, anche su una cosa che li “interessa”, la fede in Gesù non è più presente nel loro orizzonte. Che il demonio non è pensato più come una creatura, ma spesso come il dio del male sullo stesso piano di quello del bene. Che il maligno ha il potere di andare il giro per il mondo a far danni come e quando vuole, dimenticandosi che la morte di Cristo ne ha decretato la sconfitta. E che ora il maligno in verità è un povero diavolo, legato alla catena come un cane. E soprattutto dimenticandosi, che i riti di “esorcismo” non sono una magia, ma si appoggiano sempre sulla fede di chi li vive e sul desiderio di un sano e autentico rapporto con Dio. Anche sul demonio rischiamo di non essere più cristiani. Non mi stupisco più, quindi, se di fronte al “maligno” l’atteggiamento che sembra più diffuso tra i cattolici sembra fatto di una doppia faccia, che in verità sono i lati della stessa medaglia. Da una parte chi lo vede all’opera ovunque, soprattutto negli attacchi frontali contro la Chiesa, e quindi tende a difendersi, “annusando” zolfo ogni qualvolta qualcuno non si accodi docilmente alla parola “magisteriale”. Dall’altro chi pensa di avere, nei riti ecclesiali, strumenti magici che, da soli, garantiscono l’impunità comunque, generando un “pensiero magico” assolutamente assente nei contenuti e nei modi che Gesù Cristo aveva. Mi sono abituato a pensare che il maligno è molto più furbo di quanto pensiamo noi. E che raggiunge l’apice della sua perversione proprio quando suggerisce, falsamente, “come possiamo diventare come Dio” e non quando apertamente attacca la Chiesa. Adamo ed Eva questo lo sapevano bene! (vinonuovo.it)
 
 
Cosa dice la Chiesa
Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c’è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte.  La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all’inizio era un angelo buono, creato da Dio. La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale «caduta» consiste nell’avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l’edificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni – di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica – per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell’uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma «noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28).
cfr Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 391-395