Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Racconti per riflettere

Non tutto ciò che abbiamo è scontato

Scritto da Gianfranco e Maria Mariano | 1 giugno 2012 | News
Finiti gli incontri di catechesi e con l'estate alle porte, come catechisti io e mia moglie abbiamo pensato di dare dei racconti ai bambini che seguiamo da due anni; racconti brevi ma, speriamo, gradevoli ed efficaci. E' una serie che abbiamo chiamato “Racconti per riflettere”, semplici rielaborazioni di storie più o meno note che, come dice il titolo della serie, hanno lo scopo di offrire occasioni di riflessione, perché ciò che per moltissimi è normale avere (l'amore dei genitori, una casa, tutto ciò che è necessario, tutto ciò che è superfluo...) non sia anche scontato.
Ecco il primo della serie che ci permettiamo di offrire anche ai lettori di Dialogo nella versione Internet.
 
Giorgio ed i veri amici
La vicenda si svolge non molto tempo fa in un piccolo paesino della Sardegna.
E' il 21 dicembre: stanno per iniziare le vacanze di Natale. Enrico, un bambino di otto anni che frequenta la terza elementare, e i suoi compagni di classe si preparano, sta per suonare la campanella dell'uscita: finalmente qualche settimana di riposo.
Ognuno di loro aveva conservato dei soldini per comprarsi qualcosa di speciale, ma uscendo dalla scuola Enrico si ferma e vede questa scena.
Di fronte alla porta della scuola, dall'altra parte della strada, c'è un ragazzino che ha più o meno la sua età, seduto sul gradino di un portone si tiene la testa tra le mani e piange.
Enrico guarda attentamente: “Ma quello è Giorgio” pensa. Giorgio piange così disperatamente che alcuni ragazzi si avvicinano per chiedergli cosa sia successo. Dopo tanto insistere, Giorgio finalmente alza il viso e guarda i ragazzi che continuano a chiedergli che cosa ha. Allora si fa coraggio e, fra i singhiozzi, racconta che la mattina la mamma gli aveva dato dei soldi per comprare il pane, il latte e le medicine per il fratellino di due anni che aveva preso una brutta influenza e aveva la febbre molto alta. I soldi li aveva messi al sicuro in tasca ma senza accorgersi che era bucata.
Solo quando ha cercato i soldi per pagare si era reso conto di averli persi. “Trenta euro, come faccio adesso?” Dice disperato Giorgio che non ha il coraggio di tornare a casa perchè sa con quanta fatica i suoi genitori hanno messo insieme quella cifra, il padre infatti aveva perso da poco il lavoro e cercava di procurare il necessario per la famiglia facendo diversi lavori saltuari. Enrico ad un certo punto sente Giorgio dire queste parole con tono orgoglioso e squillante, come di chi ha ha trovato una soluzione ad un problema: “ Ma io mi cerco un lavoro, a costo di fare lo spazzacamino per la casa qui a fianco. Ora suono il campanello e gli chiedo di darmi trenta euro per pulirgli i fumaiolo!”.
In quel momento i ragazzi si guardano e iniziano a frugare nelle loro tasche per vedere se hanno qualche spicciolo: “Io ho due euro” dice Chiara, pensando a quelle caramelle che da tanto tempo si voleva comprare, e senza esitare li dà a Giorgio, così fanno anche gli altri, chi ha cinquanta centesimi chi tre euro chi venti centesimi.
Ormai stava diventando una cifra importante ed allora li mettono dentro un sacchetto. In tutto sono arrivati a venti euro: “Non è tutta la cifra, ma è qualcosa” dicono i bambini. Enrico, che vede tutta la scena da lontano, non vuole farsi coinvolgere, tiene stretti tra le mani i suoi dieci euro che stava mettendo insieme da diversi mesi perchè per Natale si voleva comprare quella macchinina rossa che vedeva sempre nella vetrina del negozio di giocattoli sotto casa sua.
Se ne sta andando quando sente Giorgio che, piangendo dalla felicità, ringrazia tutti augurando buon Natale.
E' allora che Enrico si ferma, torna indietro e dà i suoi dieci euro a Giorgio. Il sorriso e i ringraziamenti di Giorgio lo convincono che ha fatto la cosa giusta e che anche senza la macchinina rossa quello, probabilmente, sarà il miglior Natale della sua vita...
 
Liberamente ispirato a “Lo Spazzacamino” - Cuore, Edmondo de Amicis