Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

DUE ALLENATORI SPECIALI

Scritto da Piero Isola (Sir) | 6 giugno 2012 | News
Al Papa "allenatore" finora non ci aveva pensato nessuno. Il paragone è venuto in mente a un ragazzo, Giovanni Castiglioni, e se l'idea è proprio sua meriterebbe un premio. Così ha salutato Benedetto XVI a nome dei settantamila cresimati e cresimandi convenuti nello stadio di San Siro a Milano per l'Incontro delle famiglie: "Vogliamo dirti che per noi sei tu il campione più grande e anche l'allenatore dell'immensa squadra che è la Chiesa". Belle immagini. Un po' scontata e già sentita la prima, quella del "campione". Se non è un campione il Papa, anzi "il campione più grande" – della fede, della cristianità, della carità, della bontà ecc. – chi altri potrebbe esserlo di questi tempi? Del tutto originale la seconda. L'immagine del Papa che allena la squadra, immensa, della Chiesa lascia supporre un campionato il cui premio finale potrebbe essere costituito dallo "scudetto" della santità. Traguardo non facile, per il quale occorre allenamento costante e quotidiano, sotto la guida appunto di un buon allenatore. 
 
E di santità il Papa aveva parlato al suo giovanile uditorio. Con una esortazione: "Tendete ad alti ideali, siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente!". Basta avere un buon allenatore e seguirne il ... magistero, e voilà, il gioco è fatto. Non il gioco del calcio, abbastanza scaduto negli ultimi tempi per colpa dei protagonisti, ma un "gioco" più importante, più impegnativo, quello per la conquista della santità. 
Il Papa ha sorriso nel sentirsi paragonato a un allenatore. E, chissà, forse avrà ricordato di aver usato anche lui questa immagine sportiva. Non per sé stesso, ma per un "personaggio" più in alto, quasi – anzi senza quasi – un "super allenatore", di cui il Papa rappresenta il "vice" su questa terra. All'Angelus di domenica 29 gennaio 2006, anche allora rivolto a un pubblico giovanile, i ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma, papa Benedetto così si era espresso: "Cari ragazzi! So che vi siete proposti di allenarvi alla pace, guidati dal grande allenatore che è Gesù", e dopo questa premessa aveva affidato ai giovani il suo messaggio del 1° gennaio affinché diventassero, essi stessi, costruttori di pace. Il "grande allenatore che è Gesù"! Se lo dice il Papa, a sua volta allenatore, dovremmo crederci. E sarebbe un peccato non partecipare anche noi, sotto la guida di questi due straordinari allenatori, che "lavorano" senza contratto e senza stipendi favolosi, al campionato per la conquista dello scudetto della santità.