Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

L'invidia

Racconti per riflettere (2)

Scritto da Gianfranco e Maria Mariano | 16 giugno 2012 | News
Luigi e Stefano sono due amici, si conoscono sin dall'asilo, sono cresciuti insieme, hanno frequentato le stesse scuole, sempre seduti al banco fianco a fianco.
Ma si sa, è sempre così, non siamo tutti uguali e quindi c'è chi ha più interesse per certe cose e chi per altre. Alle superiori Stefano mostra un particolare interesse per il sapere. Tutto lo incuriosisce, ha fame di conoscenza e per questo studiare è per lui quasi un piacere, ampiamente riflesso nei voti molto alti un po' in tutte le materie.
Luigi invece è rimasto un eterno bambino, sempre attirato da tutto ciò che è gioco... Calcio, sfide con le moto, passione precocissima per il poker, sempre a caccia di belle ragazze. Ma nessun interesse per il resto e nessuna voglia di studiare. Fatto ovviamente certificato dai voti bassi un po' in tutte le materie, ad eccezione di educazione fisica, dove è certamente il più portato della classe.
 
 
La cosa non lo preoccupa, ma quando a casa hanno iniziato a fare il confronto con i risultati di Stefano, ecco arrivare il fastidio. E il seme dell'invidia è presto diventato una piantina che si è subito irrobustita. A dare ancor più vigore alla malapianta si aggiungono le lodi di professori e compagni di classe, tutti a favore di Stefano, anche perché pur essendo “il primo della classe” è molto modesto ed è sempre pronto ad aiutare tutti, è, come si dice, uno di compagnia.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso arriva quando il professore dà il risultato del compito in classe di storia. Tutti sono agitati, mentre aspettano con ansia di sapere il voto: “Questa volta ti ho fregato” pensa Luigi, convinto di aver ottenuto un voto migliore di quello di Stefano, avendo dedicato un'intero pomeriggio a prepararsi!
“ Bene”dice il professore “adesso voglio proprio leggervi il compito di un vostro compagno che ha fatto un lavoro bellissimo, tanto da meritarsi un dieci tondo tondo”, a quelle parole tutti si sono girati a guardare Stefano sicuri che il professore stesse parlando proprio di lui. Tutti tranne Luigi, che, pur sentendo svolazzare nella propria mente lo stesso pensiero dei suoi compagni, non vuole dare questa soddisfazione a Stefano. Inizia a stringere i pugni, trattenendo a stento la rabbia.
Tutti si accorgono di questo suo stato d'animo e quando il professore dice:“Stefano, complimenti per il tuo lavoro”, Luigi dà un pugno sul tavolo. Allora il professore, dispiaciuto per questo suo comportamento, rivolgendosi a Luigi gli dice: “Il serpente dell'invidia è terribile Luigi, non ti fa ragionare e ti fa perdere di vista le cose importanti”. Luigi allora, sempre più adirato, prende un foglio e, con l'intento di darlo a Stefano, a grossi caratteri scrive “Io non sono invidioso dei lecchini e dei secchioni”.
Intanto gli altri compagni che hanno notato questa cosa preparano la controffensiva, approfittando del fatto che in classe entra una professoressa per chiedere alcune cose al loro insegnante. Dopo essersi consultati per qualche secondo, prendono un foglio, ci disegnano sopra una medaglia con un serpente e scrivono: “Luigi, campione di invidia”.
Stefano si accorge della cosa e quando il professore si allontana un attimo dalla classe, e vede che i suoi compagni vogliono aggredire Luigi, si alza e dice: “Datelo a me quel foglio” e i suoi compagni allora:“ Si! Hai ragione, daglielo tu”.
Ma con grande incredulità di tutti, soprattutto di Luigi, Stefano prende il foglio e lo fa in tanti pezzettini, si avvicina al secchio della spazzattura e lo butta.
Intanto il professore rientra in classe e tutti ritornano al loro posto.
Luigi ha modo di pensare al suo comportamento e a quello di Stefano, prende il foglio che aveva scritto per lui e lo straccia. Due ore dopo, quando suona la campana dell'uscita, Luigi aspetta Stefano, cosa che ormai non faceva da tempo, e prova un po' di vergogna per quello che ha detto e pensato contro di lui.
Quando arriva Stefano e vede che Luigi lo aspetta con un grande sorriso, lo abbraccia contento di aver ritrovato l'amico perduto.
 
Liberamenteispirato a “Invidia” tratto dal libro Cuore, Edmondo De Amicis