Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Perché ascoltarsi e comunicare è necessario ma... non facile

Incontro dibattito a Sindia

Scritto da Luca Contini | 28 giugno 2012 | Dialogo culturale
Hanno scelto un linguaggio inconsueto, quello cinematografico, per parlare al proprio paese e porgli la domanda se la capacità di dialogo fra le persone sia cresciuta o meno, nelle nostre comunità, nell’era in cui massima è la disponibilità dei mezzi di comunicazione. Sono i membri della sezione adulti dell’Azione Cattolica di Sindia che, partendo dalla realizzazione artigianale di un cortometraggio, hanno chiamato a raccolta la comunità del paese in un incontro dibattito dedicato alla capacità e alla voglia di comunicazione fra persone e generazioni. “Da s’istradita a facebook” l’efficace titolo dell’iniziativa che racchiudeva in sé, anche linguisticamente, tutto il suo carattere di dirompente provocazione e attualità mettendo a confronto tempi, luoghi e mezzi diversi del dialogare fra persone e generazioni nelle nostre piccole realtà. Simbolo di questo interrogativo era appunto s’istradita, rudimentale elemento dell’arredo urbano del paese di Sindia: un sedile in pietra, di foggia e dimensione diversa, collocato nella via pubblica a ridosso delle abitazioni la cui funzione in passato era quella di aggregare attorno a sé un microcosmo di persone di varia estrazione ed età, che, riunendosi, avevano modo di condividere insieme i momenti di gioia e di dolore offerti dalla vita quotidiana.
 
L’altro elemento posto dall’interrogativo era quello di facebook, anch’esso ormai  simbolo di un nuovo modo che consente, in una dimensione potenzialmente impersonale, di comunicare col mondo intero anche se ci si trova nell’ultimo lembo del territorio del Marghine.
Scoprire che l’incomunicabilità è oggi un problema non solo delle aree metropolitane, ma incide profondamente nei rapporti interpersonali e intergenerazionali anche di casa nostra, è stata la felice intuizione di un’iniziativa a  cui il paese di Sindia ha risposto facendosi coinvolgere per dibatterne e discuterne insieme.
Un piccolo seme piantato per riaccendere  il dialogo fra le persone.
Anche col solo utilizzo del “vecchio” strumento dell’incontro-dibattito e con la sola forza di un’idea da condividere, per una volta, si è privilegiato il ritorno alla dimensione de s’istradita per riscoprire la voglia di ascoltare gli altri guardandoli in volto contro l’anonimato di una comunicazione mediata da una tastiera e dallo schermo di un computer che  nascono il rischio di trasformare antropologicamente il nostro essere comunità.