Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

I Poveri

Racconti per riflettere (3)

Scritto da Gianfranco Mariano | 21 luglio 2012 | News
C'è chi è disposto anche a morire per il bene della propria nazione e quando questo accade viene riconosciuto da tutti come un gesto di grandissimo valore. Ma non bisogna mai dimenticare che ogni giorno, ogni momento, anche le piccole cose, i gesti fatti con amore, possono diventare cose quasi altrettanto grandi.
Per esempio, questa mattina, facendo la solita strada tra casa e ufficio, vicino al negozio di abiti da sposa, ho visto un'anziana signora appoggiata al muro che, malferma sulle gambe e tenendosi con un bastone, con la mano allungata chiedeva qualche spicciolo. Insieme a lei c'era un bambino di 4 o 5 anni: credo fosse un nipotino.
 
In tutti questi anni mai mi era successo di incontrarla e devo dire che sono rimasta molto sorpresa. Per di più non era affatto una delle nomadi che abitualmente capita di vedere ma una signora vestita molto diversamente, anzi, posso dirti che il suo abbigliamento era certamente quello tipico delle donne anziane dei paesi dell'interno della Sardegna, nero, gonna lunga, camicia a maniche lunghe ed un fazzoletto in testa.
Mille pensieri mi sono passati per la mente, ma quello che mi sembrava il più probabile mi diceva che potesse essere una signora con una piccola pensione, certamente vedova, senza figli pronti a darle aiuto e magari con affitto e bollette da pagare che le lasciano quasi nulla per dar mangiare al nipotino ed a sé stessa.
Ok, siamo in periodo di crisi, ma delle decine di persone che passavano davanti a lei nessuna ha lasciato una moneta nella sua mano aggrinzita.
Tutti facevano finta di non vedere questa scena pietosa.
Senti, figliuolo: non abituarti a passare indifferente davanti alla miseria che tende la mano, e tanto meno davanti a chi chiede un soldo per un bambino. Pensa che forse quel bambino aveva fame! pensa allo strazio di quella povera donna. Te lo immagini il singhiozzo disperato di tua madre, quando un giorno ti dovesse dire. - Enrico, oggi non posso darti nemmeno del pane?
Beh, io mi sono fermata, le ho dato quello che avevo in tasca, forse saranno stati 3 euro, il resto di qualcosa che avevo comprato chissà quando e che avevo dimenticato anche di avere.
Ho avuto il coraggio di chiederle se stesse bene e con un sorriso inaspettato mi ha detto: “grazie, signora, sto bene. Ma ho quasi ottant'anni e mi preoccupo di Riccardo, questo mio nipotino che vive con me perché sua madre, la mia unica figlia, lo ha abbandonato appena nato, persa dietro la droga ed un uomo ben peggiore di lei!”
Le ho detto: “non l'ho mai incontrata prima di oggi, eppure faccio questa strada tutti i giorni...”
“Vede, lei è una donna che si accorge di chi le sta intorno: è la prima volta che vengo qui, sperando in un po' di generosità di chi passa, ma evidentemente quando qualcuno è costretto ad umiliarsi allungando la mano per chiedere uno spicciolo succede qualche strana magia che lo fa diventare trasparente. Non può immaginare quanto mi sia costato farlo... ma non mi è rimasta altra scelta!”
Ancora piena di ringraziamenti quella donna mi ha salutata augurandoni ogni bene per quel pochissimo che le avevo dato. E' allora che ho capito che i miracoli esistono e che Dio non abbandona mai nessuno. Pensa che, quando mi sono voltata per andare via, ho visto dietro di me sei o sette persone che si erano fermate solo perché avevano visto me ferma a parlare con lei e che, avendo ascoltato la sua triste storia, anche loro hanno dato qualcosa. Tra di loro c'era una giovane mamma con il suo bambino di forse 2 anni che felice teneva in mano due grandi lecca lecca. Quando ha visto Riccardo spontaneamente gli ha fatto un grande sorriso e gli ha dato quello più colorato...
Ora, figlio mio, penso che quella signora anziana in realtà mi abbia dato molto più di quanto io abbia dato a lei!
I poveri amano l'elemosina dei ragazzi perché non li umilia, e perché i ragazzi, che hanno bisogno di tutto e di tutti, somigliano a loro.
L'elemosina di un adulto è un atto di carità, ma quella di un giovanissimo è insieme un atto di carità e una carezza, capisci?
È come se dalla sua mano cadessero insieme un soldo e un fiore. Pensa che a te non manca nulla, ma che a loro manca tutto; che mentre tu vuoi essere felice, a loro basta di non morire. Pensa che è un orrore che in mezzo a tanti palazzi, per le vie dove passano macchine costose e bambini vestiti Frankie Garage o Scorpion Bay, ci siano delle donne, dei bambini che non hanno da mangiare.
Non dimenticare, figlio mio, che ciascuno di noi è uno strumento nelle mani di Dio che aiuta ogni essere umano attraverso i piccoli e grandi nostri gesti.
 
Liberamente ispirato a "I Poveri" tratto dal Libro Cuore di Edmondo De Amicis