Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

ALGHERO La crisi c’è… ma non si vede

Città affollata e chiassosa più che mai

Scritto da Maria Grazia Fanis | 29 agosto 2012 | Dialogo locale
La crisi c’è e non si vede. Almeno ad Alghero. Nella cittadina catalana, infatti, nell’estate ormai agli sgoccioli le difficoltà nazionali non sembrano, almeno in apparenza, essere arrivate. La città si è presentata nel pieno della sua attività, soprattutto nel periodo più caldo (turisticamente parlando) del mese di Agosto in cui le strade erano invase da turisti italiani e stranieri. Il termometro della situazione come ogni anno sono le attività alberghiere e quelle di ristorazione. Per quanto riguarda le prime è difficile stabilirlo in quanto spesso l’attività è sottobanco: soprattutto nel periodo estivo è un pullulare di B&B e case vacanze spesso improvvisate per il periodo di maggiore richiesta. Diciamo pure che il normale hotel ormai non fa più testo circa il flusso turistico. Infatti, è proprio da queste strutture che arrivano le maggiori lamentele. Per quanto riguarda la ristorazione il pienone era visibile a chiunque si trovasse di passaggio per le vie del centro. E’ d’obbligo sottolineare “visibile” perché la ristorazione, e in questo si includono anche i bar, in città si svolge per la strade. File e file di tavolini la cui richiesta di posizionamento sul suolo pubblico è aumentata in modo vertiginoso riempiendo le strade all’inverosimile.
 
 I Bastioni e le viuzze del centro storico erano un pullulare di tavolini, luci particolari, fioriere che fungono da divisori, ombrelloni giganteschi, paiolati nel bel mezzo delle strade il tutto all’insegna del miglior servizio da offrire al turista. Al cittadino non è rimasto che armarsi di santa pazienza e cercare di districarsi in mezzo all’immensa tavola imbandita spesso senza soluzione di continuità. In certe strettoie come sui Bastioni il passaggio pedonale era ridotto, senza alcuna esagerazione, ad una fila indiana. Se poi a passare era una mamma con il passeggino o un disabile le difficoltà aumentavano e con esse i rischi d’inciampare. Eppure anche i ristoratori ogni anno si lamentano. E ogni anno ci sono sempre più ristoranti aperti. Come spiegare questa corsa all’attività di ristorazione se non c’è un tornaconto? In mezzo a questo caos come deve comportarsi il cittadino algherese? Se prova a lamentarsi è considerato un egoista uno che non capisce che Alghero vive di questo. Quindi, ogni anno non gli rimane che aspettare che tutto finisca, che finalmente i pochi parcheggi non a pagamento tornino ad essere reperibili, che le strade siano nuovamente percorribili, i decibel diminuiscano d’intensità e come afferma con una nota di nostalgia un algherese stanco “finalmente si potrà dormire…”.