Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Vi scongiuro, abbiate pietà!

Supplica a mezzo stampa

Scritto da Gianfranco Mariano | 10 dicembre 2012 | News
Se la situazione della nostra povera Italia non fosse drammatica, ci sarebbe da farsi delle grasse risate! Spesso nel guardare i servizi dei TG che parlano di politica, politici e politicanti, mi sembra di essere proiettato in una rappresentazione teatrale, fatta non so più di quanti atti, dove io da spettatore inerme (o quasi: mi resta il telecomando...) sto ad osservare gli attori che recitano spesso improvvisando su un canovaccio ben collaudato ma, proprio per questo, anche molto facilmente riconoscibile.
Questa è una vera e propria supplica a mezzo stampa.
 
Le ultime che ho visto la dicono lunga e vanno da Di Pietro che da accusatore di professione e politico accusatore diventa accusato, Grillo che continua a mieterevoti e consensi e ad inveire contro i suoi eletti che non tengono la bocca chiusa, la sinistra che fa le primarie, scrivendo regole così macchinose da fare invidia al discusso e odiatissimo Porcellum, e deve togliersi la spina Matteo Renzi, ora noto con il nomignolo di ex rottamatore, il PdL che decide per le primarie, anzi no, scusate, anzi sì, scusate ancora, anzi no, torna in campo Silvio, e tutti gli altri vadano pure in panchina o meglio in tribuna, la Lega che, liberatasi di Boss(i) e Trote varie, attacca tutto e tutti ed esce con lo slogan “Prima il nord”, Montezemolo che non è chiaro se farà o no santa alleanza con qualcuno, Casini che sta al centro ed ha le visioni di Monti ammantato d'azzurro, Fini che è a fine carriera (a giudicare dalle percentuali attribuitegli dai sondaggisti), Emilio Fede che tenta d'iniziare una nuova carriera, premier e ministri vari che ostentano fiducia nel futuro e che spostano sempre più in avanti il momento della ripresa. 
Che scene patetiche!
E le politiche economiche vere? E le riforme tanto millantate, non quelle che ammazzano l'economia ma quelle che la liberano?
Che ne dite, ce n'è abbastanza per essere disperati?
Assolutamente no, perché se è vero che abbiamo toccato il fondo è anche vero che ci siamo attrezzati per scavare. Ed abbiamo già anche i capomastri Silvio e Pierluigi.
Il primo, togliendo la fiducia al tecnico bocconiano, pensa di aver piazzato un bel 6 al superenalotto. La strategia dovrebbe essere più o meno questa: siccome gli italiani non ne possono più di questo governo che adora spennarli, ora lo butto giù così da prendermi il plauso generale, ritorno io che sono stato messo in disparte con disprezzo ed ingiustamente (visto che le cose da allora sono peggiorate e non migliorate), faccio il salvatore della patria, trasformo il plauso in voti e riprendo da dove ho lasciato (a 76 anni di età).
Il secondo, siccome con nuove regole (magari non sarebbero nemmeno servite) ha rottamato il rottamatore, ritiene di avere a che fare con una destra che non avendo trovato niente di meglio che riesumare il vecchio leader, già mazzolato a suon di processi e scandali, è battuta in partenza e quindi può permettersi di atteggiarsi da premier rilasciando interviste ai giornali internazionali per rassicurare i mercati sul dopo Monti, far visita ai nuovi governanti libici per ottenerne la collaborazione all'indomani del voto, annunciare un esecutivo in continuità con quello uscente, pronto a fare le riforme che il Paese chiede.
A tutto questo mi vien solo da dire: vi scongiuro, abbiate pietà!
Abbiate pietà dell'Italia e degli italiani, della nostra economia, della nostra storia, della nostra fede; abbiate pietà dei giovani senza prospettive, degli imprenditori strozzati da una crisi importata, delle famiglie che non riescono ad avere un mutuo nemmeno quando lavorano.
Abbiate pietà, abbiate quel sentimento che inclina l'uomo ad amare e rispettare Dio e le cose di religione, a riverire e difendere i propri genitori, a rispettare le tombe (…) ad avere sentimenti di commiserazione per i mali altrui, compassione. (1)
Finitela con queste strazianti sceneggiate, favorite il ricambio generazionale, lasciate la politica e che subentrino nuove forze.
Lasciate che le capacità e la preparazione delle nuove leve emergano, non tagliate loro la testa, come d'abitudine si fa da decenni a tutti i livelli nelle segreterie dei partiti per paura che i giovani possano crescere troppo e fare ombra, perché nessuno qui è eterno. Non mortificate chi merita anzi, dimostrate di voler bene all'Italia aiutandoli come fa ogni padre coscienzioso.
Vi scongiuro, a nome dei milioni di italiani disperati e che sono in povertà o stanno per entrarci: mettete da parte il vostro interesse personale e pensate, almeno una volta e seriamente, al bene del nostro Paese.
Non è prolungando di qualche mese o anno (?) la vostra permanenza sulla scena del potere politico che otterrete gloria, abbiate il coraggio di ritirarvi come i grandi protagonisti dello sport, con ancora la cintura di campione addosso, perché il tramonto, piaccia o meno, arriverà per tutti.
E la disaffezione degli italiani alla politica dice che il vostro è già iniziato!
E così sia.

(1) Definizione tratta dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani