Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

La fine delle cose del mondo

Scritto da Antonio Maccioni | 22 dicembre 2012 | Oltre i fatti
La fine delle cose del mondo Se questo articolo andrà in stampa – se il giornale intero avrà la ventura di uscire dalla tipografia – e naturalmente se voi avrete la possibilità di leggerlo, la fine del mondo “annunciata” tra la Rete e le Tv del globo, tra il serio e il faceto, negli ultimi mesi e anni, non si sa ancora bene da chi, per il 21 dicembre 2012 (in seguito all’attenta lettura di un verosimile calendario Maya di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai visto), si sarà rivelata evidentemente una chiarissima operazione da “marketing della paura”. Per dirla meglio: si sarà rivelata, la pretesa fine del mondo, come una specie di “virus” diffuso ad arte dal passaparola e dai nostri mezzi di comunicazione, con intenti direttamente o indirettamente commerciali; con intenti difficili da comprendere, ma probabilmente calcolati da una regia ben più accorta di noi, della nostra capacità di percepire e della nostra possibilità di conoscere. Stando però a quanto mi è dato sapere oggi, 17 dicembre, alle ore 19.30 del pomeriggio, potrebbe accadere ancora qualsiasi cosa. Con l’ironia del caso, naturalmente, dal momento che l’escatologia è una riflessione filosofica e religiosa sui destini del cosmo e dell’umanità intera ben più seria di questa paginetta e di queste poche righe, e di un buon numero delle argomentazioni che ci hanno tirato dietro negli ultimi tempi: davvero molte cose avrei voluto che finissero e tante altre persone l’avrebbero voluto insieme a me, nel mondo in cui viviamo; se non tutte le cose, moltissime, e se per “fine” non si intendesse soltanto una semplice “conclusione”, ma piuttosto un “giusto e definitivo compimento”, che in molti casi significherebbe più semplicemente: sparire.
 
Tra le tante, queste sono quelle che avrebbero dovuto affrettarsi più di tutte: i troppi compromessi, i piatti di plastica, quel centinaio di guerre che insanguinano il mondo, le centrali nucleari, la gente che sa tutto, i finanziamenti ai partiti, le serate passate davanti alla Tv, la violenza nelle carceri, la falsa testimonianza, la scuola tutto il giorno, i ragazzi senza sogni, i fiori finti, l’egocentrismo, la paura di volare in aereo, le stragi nelle scuole, i giornalisti e i giornali di regime, il coraggio che non serve, il mal d’auto, l’ansia di chi rimane in casa da solo, i social network tutto il giorno, il terrore del buio, la troppa solitudine, lo stare sempre coi piedi per terra, la falsità, la corruzione, la finta cavalleria, i furti nella notte, le aggressioni gratuite, la diffamazione, l’ira continua, i curriculum in formato europeo, l’abuso edilizio, la stanchezza di mattina, le brutte notizie, le matite spuntate, i troppi giudizi, la maleducazione per strada, la paura di arrossire in pubblico, il terrore delle malattie, la poca tolleranza, l’acqua a pagamento, la gente senza casa, il cielo sopra le fabbriche, l’insonnia per le preoccupazioni, i soldi a tutti i costi, il cellulare sempre acceso, i viaggi “tanto per dire”, la gente che non fa nulla, il pessimismo senza motivo, la violenza sugli animali, la scomparsa dei sindacati, la poca compagnia, le persone che scrivono troppo, le parole senza senso, chi è orgoglioso e non perdona, la politica di una volta, la gente che si separa, la pesantezza delle cose, la superficialità quando è in eccesso, il contrario dell’entusiasmo. Se qualcuno si fosse risvegliato dopo la fatidica data e il mondo fosse ancora al suo posto, abbia pazienza: verrà il giorno in cui tutte queste cose del mondo finiranno; il bene rimarrà conservato molto più a lungo, da qualche parte.