Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Borore - Un museo buono come il pane

Scritto da Luca Contini | 10 gennaio 2013 | Dialogo locale
Ci accompagna nella quotidianità da millenni segnando i cicli della quotidianità e delle stagioni, degli affetti e anche della religiosità. E’ il pane attorno al quale il comune di Borore, da anni, sta ritagliando una fetta della propria programmazione per valorizzare la ricchezza del paese. Attraverso il Museo del pane rituale aperto ormai da anni cresce infatti sempre di più, nel piccolo comune del Marghine, un’economia legata all’accoglienza e alla riscoperta di sapori e di saperi antichi. Con le sue 848 tipologie diverse di pani, ciascuno portatore di un significato culturale e antropologico ben preciso, il Museo rappresenta l’antica cultura della panificazione di tutta la Sardegna. Da Benetutti a Paulilatino, da Tresnuraghes a Santadi, da Quartucciu a Urzulei, quasi tutti i comuni dell’isola sono rappresentati con pani che spesso, per la bellezza della loro fattura, si pongono a metà strada fra la produzione artigianale e quella artistica. Ben presto la sua già ricca collezione verrà ulteriormente potenziata. Il progetto per la riqualificazione del Museo, che porta la firma dello storico Roberto Concas e che l’amministrazione comunale ha presentato alla Regione, si è infatti qualificato al primo posto nell’apposita graduatoria e un finanziamento di 250 mila euro consentirà di migliorare ulteriormente la ricca proposta culturale che parte da Borore. 
 
 Fra i segreti che rappresentano il successo del Museo bororese un approccio didattico che sembra funzionare. Il visitatore viene coinvolto direttamente nel processo tradizionale della produzione del pane e non solo nella semplice fruizione delle collezioni. Il forno a legna, ospitato nella struttura, non è un semplice elemento d’arredo e non è raro venire coinvolti dalle volontarie del Centro italiano femminile che collabora col Museo in una vera e propria produzione, dalla confezione alla cottura, del pane della nostra tradizione. Molti visitatori iniziano inoltre a chiedere le produzioni del Museo soprattutto in occasione delle nozze per bomboniere e regali nuziali. Un piccolo esempio di programmazione che funziona e che conferma l’idea che la programmazione del nostro futuro può e deve nascere anche dalla riscoperta di ciò che sapevamo fare a partire dalle cose più semplici.