Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Il territorio tra il mercato e la lettura

Scritto da Antonio Maccioni | 25 gennaio 2013 | Oltre i fatti
“Ilibri sono individui, parlano, cantano, profumano, si muovono secondo il vento e le stagioni” diceva Roberto Roversi in una rarissima intervista recente, un anno prima della sua scomparsa: si era convinto che i libri non sono come corpi morti, anche perché di notte riescono a parlare tra di loro, al buio chiuso degli scaffali; maturava quest’idea dopo aver gestito una libreria antiquaria a Bologna per 65 anni, dopo aver sfiorato la storia della letteratura con Pier Paolo Pasolini. Al di là dell’annosa questione che riguarda il passaggio dal cartaceo al digitale – poiché la lettura dei giornali e dei libri di carta viene progressivamente sostituita da tablet, iphone e e-reader – le parole romantiche di uno dei più grandi intellettuali del Novecento riecheggiano in un tempo di crisi per gli editori tradizionali e i librai. A Torino la libreria Takuma ha iniziato a noleggiare volumi a un costo direttamente proporzionale al tempo del prestito. Ha spiegato Stefania Monea al quotidiano La Stampa: «Mirafiori si sa è un quartiere di frontiera, da sempre accanto alle novità trattiamo scolastica e usato. Tenere aperto non è mai stato facile, ma la crisi sta picchiando duro. A Natale ho visto clienti affezionati rinunciare all’acquisto per via del prezzo di copertina. Così, quasi per gioco, ci è venuto in mente di noleggiare i libri». 
 
Se ti piace poi lo compri, garantiscono a Torino. Dove la libreria diventa anche direttamente o indirettamente luogo/agente di aggregazione, riportando le persone a conoscersi e a guardarsi in faccia tra dizionari ed enciclopedie. A Milano si sta cercando di calmierare il mercato con bandi pubblici: si affitterebbero spazi comunali destinati alle rivendite con il 40% di sconto, ma si è capito comunque che il problema non sta tutto lì. In Sardegna ci sta provando la rete di Lìberos, fortemente voluta dalla scrittrice Michela Murgia e da una serie di operatori del settore, editori, librai, bibliotecari, autori e agenti letterari (su internet www.liberos.it). Ha come obbiettivo la promozione della lettura in un tempo di cambiamenti velocissimi e radicali, con la convinzione che – al di là della cultura in senso stretto – sostenere il prodotto libro e la libreria equivalga a sostenere economicamente il territorio: prima di tutto evitando che la casa editrice chiuda, evitando che il libraio si ritrovi senza lavoro, creando un circolo virtuoso che coinvolga almeno alcuni professionisti della filiera. E se non basterà di sicuro, la speranza è comunque che serva.