Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Abitare la terra. Con fede

Il convegno di Assisi promosso dalla Cei, ha evidenziato come “l’attenzione verso il creato sia un elemento tutt’altro che secondario o accessorio nella spiritualità cristiana”. Dunque “una risorsa per la nuova evangelizzazione a cui siamo chiamati”

Scritto da Crimella De Luigi | 7 marzo 2013 | Evidenza
La comunità cristiana apprezza e valorizza il risveglio della coscienza ecologica, la crescente consapevolezza ambientale e dell’uso di energie rinnovabili e pulite, la revisione degli stili di vita e dei consumi improntati a sobrietà e responsabilità sociale: sono alcuni dei “valori” di cui si è parlato al convegno “La fede nel Creatore per abitare la terra”, tenuto nei giorni scorsi ad Assisi (1-2 marzo) a cura dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, del Servizio nazionale per il progetto culturale in collaborazione con l’Associazione teologica italiana (Ati) e l’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atism).
 
Vi hanno partecipato studiosi, pastoralisti ed esperti quali monsignor Domenico Sorrentino vescovo di Assisi; don Massimo Nardello, fra Paolo Benanti, teologi; esponenti delle religioni chiamate a confrontarsi sui temi del creato, quali la pastora valdese Letizia Tomassone, l’archimandrita ortodosso Evangeles Yfantidis, il rabbino Giuseppe Laras, la teologa islamica Shahrzad Houshmand, e i responsabili degli uffici Cei mons. Angelo Casile, mons. Gino Battaglia e Ernesto Diaco.

Risorsa per l’evangelizzazione - Al convegno di Assisi le riflessioni sono state condotte - spiega uno dei coordinatori dei lavori, Ernesto Diaco, vice-responsabile nazionale del “Progetto culturale” - “tenendo presenti sia le istanze che emergono dalla cultura contemporanea, sia collocandole dentro un percorso di ricerca sulla teologia della creazione e della ‘custodia del creato’ aperta al contributo di ulteriori discipline, teologiche e non, sia degli esponenti di altre religioni”. “La custodia del Creato - prosegue - appare come un fecondo terreno di incontro anche all’interno del mondo religioso, il cui contributo per la promozione di una cultura rispettosa verso l’ambiente non può essere dimenticato. La stessa scelta di incontrarsi ad Assisi, dedicando una serata a vegliare in preghiera sulla tomba di San Francesco, mostra come l’attenzione verso il creato sia un elemento tutt’altro che secondario o accessorio nella spiritualità cristiana e una risorsa per la nuova evangelizzazione a cui siamo chiamati”.

L’uomo, l’ambiente e il “male” - Obiettivo specifico del convegno è stato la messa a fuoco del tema del “male”, che nell’esperienza umana si manifesta anche attraverso gli eventi naturali, “volendo gettare su di essi la luce che proviene dalla fede in un Dio Creatore onnipotente e premuroso”, spiega Diaco. “Come ha ricordato anche negli ultimi giorni di pontificato papa Benedetto XVI, la bellezza del creato sembra ogni giorno contraddetta dal male, dalla sofferenza, dalla corruzione. Eppure, anche nell’oscurità di certi momenti, non è impossibile scorgere attraverso le creature una bellezza ancora più profonda e così giungere a ‘toccare la mano di Dio, ascoltare la Parola e vedere l’Amore’”. Un aspetto ulteriore che è emerso dai lavori riguarda la trasversale dimensione educativa, in sintonia con gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana. “È proprio nell’educazione, infatti, che si sviluppa il pensiero e la cultura, e dunque la novità di vita. Il nostro impegno, di cui il convegno è un piccolo segno, punta proprio a far crescere una nuova cultura del rapporto con il creato, nell’ottica di una fede pensata e di un umanesimo integrale e trascendente”.

Etica e pastorale - “Le quattro religioni che si sono confrontate ad Assisi - afferma mons. Angelo Casile - muovono da una prospettiva comune e da tragitti di riflessione per molti versi analoghi. Così si è realizzato un dialogo positivo, tutti sostenuti da una fede che scaturisce, in ultima analisi, da un unico Libro, per i cristiani e gli ebrei, e dal Corano per i musulmani che in qualche modo si ispira anch’esso alla Bibbia. Quindi la prospettiva ecumenica ed interreligiosa consente a religioni pur diverse di cogliere molti elementi di unità, che abbiamo il dovere di valorizzare”. Durante la seconda giornata dei lavori è stato presentato il libro “Custodire il Creato. Teologia, etica e pastorale”, edito da EDB a cura degli uffici Cei. Il testo raccoglie atti e contributi a recenti seminari di studio sui temi del creato e della teologia e pastorale ponendo, tra le altre, questioni di fondo quali: “A che serve la teologia rispetto alla questione dei rifiuti, del cambiamento climatico, dell’uso dell’acqua”? Oppure se la fede cattolica sia “colpevole” di sostenere un antropocentrismo distruttivo volto a giustificare lo sfruttamento dell’ambiente.