Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

La democrazia viaggia su due ruote

Scritto da Antonio Maccioni | 29 aprile 2013 | Oltre i fatti
Non ho mai pensato che la bicicletta fosse davvero pericolosa prima di sapere che Franco Volpi, storico della filosofia e compagno segreto di gente studiata, era andato a morire a San Germano dei Berici, in provincia di Vicenza, in sella alla sua fedele compagna, investito da un’automobile, nell’aprile di quattro anni fa. Aveva curato opere di Heidegger e Schopenhauer e una volta aveva sostenuto che “l’umanità non è possesso ma è continua conquista”. Ha scritto una volta il suo collega Giovanni Gurisatti: “Non c’è automobile o motocicletta che possa offrire questa ebbrezza momentanea dell’essere per strada (“dentro” la strada e l’ambiente) sulla propria bici. È come se, dall’alto, o da distante, ci guardassimo pedalare, guardassimo stupiti e distaccati quel puntolino insignificante che, letteralmente, scrive l’altopiano […], scrive come la punta di una penna che non lascia traccia se non nella memoria”. Ma se la bicicletta è pericolosa, la macchina lo è di più: perché fa male all’aria che respiriamo, per esempio, oltre che al portafoglio. Così a Sestu, in provincia di Cagliari, sempre per esempio, con gli esperti dell’associazione Città Ciclabile Onlus FIAB Cagliari, i bimbi di una scuola primaria frequentano un corso di educazione alle due ruote (rigorosamente prive di motore): dalla storia del più simpatico tra i mezzi di trasporto al suo rapporto con le arti e i mestieri, all’analisi dei periodi storici che ne hanno facilitato lo sviluppo e l’innovazione fino all’approfondimento delle fondamentali pratiche legate alla manutenzione. 
 
 Ed è tutto già più che un’idea. A Castiadas, non lontano dalla splendida spiaggia di Simius, si è tenuta nei giorni scorsi la quarta edizione della manifestazione “Felici in bici”, un fine settimana all’aria aperta, arricchito da una mostra mercato e da alcuni eventi collaterali, reso specialissimo da una curiosa gita fuori porta, naturalmente condotta in bici, alla quale hanno partecipato centinaia di persone. La Rete serve anche in questo da straordinario terreno di contatto. Tra i tanti il sito BiciZen.it contribuisce a diffondere la consapevolezza che sarà possibile favorire la popolarità della mobilità ciclistica (soprattutto nelle città mediograndi) solamente all’interno di un contesto generale che si mostri “amico” del mezzo a due ruote: a partire dal comportamento degli utenti motorizzati (le cui prodezze hanno talvolta un costo pesantissimo, se si pensa per esempio che gli incidenti stradali hanno recentemente inciso sulla collettività coprendo nell’arco del 2011 il 2% del PIL, per alcune decine di miliardi di euro) fino ad arrivare alla qualità dello spazio pubblico. Ma tutto questo, sia ben chiaro, è importante anche perché le “relazioni democratiche – come ha scritto una volta Ivan Illich – non possono aver luogo che alla velocità della bicicletta”. Appunto.