Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

BOSA Quando la povertà è sempre più estrema

Scritto da Alessandro Farina | 25 giugno 2013 | Dialogo locale
La speranza è che a Cagliari la maggioranza faccia più di un passo indietro, ma in Planargia c’è sconcerto, quantomeno a Bosa, per i tagli che sarebbero in arrivo tramite la finanziaria sui progetti di contrasto alle povertà estreme. Argomento più che delicato, in un periodo di forte difficoltà economica per molte famiglie. A lanciare l’allarme nei giorni scorsi il sindaco Pierfranco Casula “Nella Finanziaria la Regione ha tagliato il 70% dell’Irap al pubblico ed al privato. Cioè, rispetto ad una spesa storica di circa 170.000 euro, il nostro comune risparmierebbe 80.000 euro. Ma la Regione ha anche cancellato gli oltre 30 milioni di euro destinati ai progetti per le povertà estreme, che dovremo ora gestire con i fondi risparmiati proprio dall’Irap.” Il che significa, per la sola città del Temo, un buco da decine di migliaia di euro, considerato che il contributo in arrivo da Cagliari ammontava a circa 126.000 euro “Quindi dovremo rinunciare a decine di progetti” sottolinea Casula. Ma se Bosa piange in Planargia certamente non c’è da stare allegri. Considerato che, rivela ancora Pierfranco Casula “Modolo avrà 17.000 euro in meno, Montresta 17.000, Sagama 21.700, Sennariolo 13.000, Tinnura 25.000, Tresnuraghes 16.000, Suni 21.000, Flussio 22.000 e Scano meno 22.000 euro” sempre sui fondi per le povertà estreme. Mentre l’unico ente ad incrementare le risorse sarebbe Magomadas, con un più 18.000 euro. Insomma un secco meno 200.000 euro di fondi in meno nella sola Planargia-Montiferru.
 
 “Una vergogna!” tuona il primo cittadino di Bosa. Come pure, nella riunione per l’approvazione del bilancio di previsione 2013, il capogruppo della maggioranza Piera Addis. La reazione dell’Anci non si è fatta comunque attendere, con la perentoria richiesta di ripristinare i fondi scippati. Unita ad un’altra solida rivendicazione: quella sul versamento del 40% del Fondo Unico, considerato che neanche un centesimo, ancora a metà giugno, era arrivato nelle casse comunali.