Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Macomer - Nessuna autonomia per l’Amaldi

Scritto da Luca Contini | 12 settembre 2013 | Dialogo locale
Rimarrà come quella dello scorso anno l’organizzazione scolastica del Marghine e non verrà ripristinata l’autonomia dell’Istituto Professionale “E. Amaldi” nonostante il ricorso amministrativo proposto nei mesi scorsi dai dieci sindaci del territorio. Il Tar Sardegna ha infatti respinto la richiesta dell’Unione dei comuni del Marghine che si era opposta alla decisione della Regione di bocciare il proprio piano di dimensionamento per l’anno scolastico 2013-2014. Una lunga vicenda che dura ormai da due anni e che ha visto le istituzioni locali, Provincia di Nuoro compresa, combattere un lungo braccio di ferro con la Regione per difendere il principio che l’organizzazione delle scuole del territorio non può essere fatta senza il consenso degli enti locali. In un quadro di scontro istituzionale si sono susseguite polemiche, interpretazioni normative fra le più svariate, manifestazioni di studenti e famiglie fino ad arrivare al coinvolgimento dei giudici amministrativi.
 
Di fatto il Marghine perde un ulteriore pezzo dei suoi servizi scolastici e viene meno il principio che ha ispirato i comuni in questi anni di salvaguardare almeno le tre autonomie degli altrettanti istituti superiori che hanno sede a Macomer: il Liceo Galilei, l’Istituto commerciale e per Geometri e, appunto, l’Istituto professionale E. Amaldi. A meno di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, in questo momento peraltro assai improbabile, la situazione sembra ormai definita in maniera irreversibile. Nel frattempo le nuove disposizioni ministeriali indicherebbero nuovi parametri ancora più restrittivi per garantire l’autonomia amministrativa e gestionale delle scuole italiane. Un nuovo pericolo per il prossimo futuro che rischia di impoverire ulteriormente il già debole sistema scolastico locale e su cui gli amministratori locali saranno ben presto chiamati a fare nuove scelte per garantire una riorganizzazione che non abdichi all’esigenza sempre crescente di rafforzare la qualità dei percorsi formativi della scuola pubblica.