Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Chiesa e lavoro: un lungo cammino

L'attualità della rerum novarum

Scritto da Giuseppe Zichi | 14 novembre 2013 | Dialogo culturale
Gli sviluppi più attuali della dottrina sociale della Chiesa hanno trovato, nell’Ottocento, uno straordinario punto di partenza nelle encicliche di Leone XIII e soprattutto nella Rerum novarum del 15 maggio 1891. Si tratta di un documento che, ancora oggi, nel mondo contemporaneo, è un punto di riferimento dinamico, per la costruzione di un’etica sociale cristiana. Con esso, il magistero della Chiesa ha cominciato il delicato compito, che è pure un grande impegno, di rielaborare per un mondo in continuo cambiamento, un insegnamento capace di rispondere alle rapide trasformazioni della società. Il documento aiuterà altresì la maturazione di una nuova generazione di laici cattolici che, da quel momento attenderà, con una metodicità più realistica, all’opera di concretare un ordine sociale cristiano. Un lungo cammino, dunque, è questo, che ha attraversato tutto il ventesimo secolo ed è ancora in itinere agli albori del terzo Millennio. I riferimenti alle condizioni dei lavoratori e alla centralità della loro posizione nella società sono stati continuamente - e lo sono ancora oggi - oggetto dell’attenzione dei pontefici come anche dell’episcopato. Il magistero della Chiesa, preceduto e sostenuto da ricerche, approfondimenti e sperimentazioni, ha costantemente sviluppato il nucleo dottrinale della Rerum novarum, cercando di rendere sempre attuali i principi attinti dal Vangelo, adattandoli nella concreta mutevole realtà storica.
 
Si ricordino: La Quadragesimo Anno di Pio XI, il messaggio della Pentecoste del 1941 di Pio XII, le encicliche Mater et Magistra e Pacem in terris di Giovanni XXIII, la costituzione pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II, la Populorum Progressio di Paolo VI e la Laborem Exercens di Giovanni Paolo II. Un punto d’approdo, ma non d’arrivo. Anche perché l’evolversi dei tempi solleciteranno la necessità di sempre nuovi interventi, in linea con le scoperte tecnologiche e delle abitudini di vita delle genti, delle quali sono testimonianza, fra gli altri, il Compendio della dottrina sociale della Chiesa durante il pontificato di Giovanni Paolo II e i più recenti insegnamenti di Benedetto XVI e di Francesco. Sono cambiate nel corso dei secoli le forme storiche in cui si esprime il lavoro, ma non devono e possono mutare le sue esigenze permanenti, che si riassumono nel rispetto dei diritti inalienabili dell’uomo che lavora. Di fronte al rischio di vedere negati questi diritti, devono essere immaginate e costruite nuove forme di solidarietà, tenendo conto dell’interdipendenza che lega tra loro gli “uomini del lavoro”.
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