Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Alluvione, disastro evitabile? Si pensa al futuro

Scritto da Gianfranco Mariano | 28 novembre 2013 | Oltre i fatti
È ancora fresca nelle mente la tragedia che ha colpito la nostra isola, una catastrofe di proporzioni spaventose che in poche ore ha fatto danni inimmaginabili. Mentre scrivo si sono appena conclusi ad Olbia e Tempio i funerali di 9 delle 16 vittime sinora accertate, uno strazio indescrivibile quanto lo spettrale panorama delle case e dei campi affogati in milioni di metri cubi d’acqua. Non sto a raccontare ancora una volta scene e dettagli già visti in TV ma, se permettete, vorrei soffermarmi sulle polemiche, poco edificanti e fastidiose, scoppiate tra sindaci e popolazione da una parte e capo della protezione civile dall’altra: con i morti sotto i piedi gli uni denunciavano di essere stati lasciati soli, l’altro respingeva le lamentele con una contro accusa generica e generale di incuria, figlia di scelte scellerate quale la decisione di finanziare sagre paesane piuttosto che la pulizia dei canali. Oristanese, Nuorese e Gallura quindi accomunati dalla benda sugli occhi passata dai quattro mori sulla faccia dei loro sindaci, che non hanno così potuto vedere le impellenti emergenze idro-geologiche che gridavano l’allarme! Come al solito quando capita qualche disgrazia si pensa subito a dare la caccia ad un colpevole, perché ci dovrà pur essere un responsabile, un maledetto capro espiatorio da sacrificare... È un “gioco” che non mi piace, ma che se fosse spostato verso la ricerca delle cause perché vi si possa porre rimedio per il futuro, imparando dagli errori del passato com’è avvenuto ad Alghero dove, nonostante la grande quantità di acqua precipitata nelle ultime ore, in qualche caso anche più abbondante di quella che ha sommerso altre zone, una provvidenziale opera realizzata a nord della città dopo il terribile alluvione di una ventina di anni fa, intercetta praticamente tutta la grande mole che proviene dai monti di Villanova, impedendole di arrivare all’abitato per essere convogliata direttamente in mare.
 
 Certo, il Comune periodicamente fa pulizia nell’alveo di questo fiume artificiale, a secco di acqua nella bella stagione ma ricco di un vasto campionario di lavatrici, materassi, cucine, pneumatici e quant’altro di ingombrante vi possa essere, gettato lì dalla incoscienza di molti, ignoranti prima che maleducati, che non si rendono conto che così facendo stanno contribuendo a scavare la fossa alla propria città. Quindi, cari lettori, in ciò che è successo c’è una concausa di fattori: la straordinaria concentrazione di precipitazioni in poche ore, l’ignoranza di alcuni cittadini, la mancata pulizia dei canali e, non in pochi casi, la costruzione in terreni naturalmente vocati a raccogliere ciò che fiumi e canali non sono in grado di smaltire. Che ognuno faccia un esame alla propria coscienza, e che il Signore dia aiuto e conforto come lui solo sa fare.