Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

BOSA Calende greche per la Turas-Bosa Marina

Scritto da Alessandro Farina | 28 novembre 2013 | Dialogo locale
Gara d’appalto entro l’anno e inizio lavori in primavera, al più tardi in estate, se tutto va bene. Sarà necessario attendere un altro inverno prima degli interventi necessari, e urgenti, per mettere in sicurezza la litoranea Turas-Bosa Marina. Che permette il collegamento da e per la Planargia alla città del Temo. Un nodo strategico insomma, i due chilometri d’asfalto stretti tra i calanchi di Monte Furru ed il mare che si affaccia con vista sul mare aperto. Che più volte negli anni scorsi, in particolare dalla terribile tempesta della notte fra il trentuno dicembre ed il primo gennaio 2010, è finita sotto l’assedio dei cavalloni che si abbattono sulla ormai ridotta massicciata, posta negli anni cinquanta a protezione del contrafforte in cemento armato che delimita la carreggiata ed il marciapiede sul lato mare. Per i lavori, che riguardano anche altre opere, già nel 2011 l’assessorato regionale agli enti locali aveva stanziato la consistente somma di due milioni e quattrocentocinquantamila euro (anche se il progetto originario veniva allora quantificato in circa sei milioni di euro). Ma, tra progettazione e burocrazia varia, gli “urgenti” tempi amministrativi non sempre vanno in parallelo con quelli delle esigenze di tutela dei cittadini. In questo caso degli automobilisti che quotidianamente percorrono i duemila metri di manto d’asfalto che evitano un ben più lungo e tortuoso percorso per raggiungere Bosa dalla Planargia, o l’altopiano dalla vallata del Temo. 
 
 Quello previsto a novembre, se tutto va bene appunto “Sarà un appalto integrato, attraverso il quale la ditta che vincerà assicurerà progetto esecutivo e lavori.” Poi, se tutto andrà bene “Speriamo che i lavori possano iniziare già entro la primavera del 2014” l’auspicio del sindaco di Bosa Pierfranco Casula. Insomma nell’autunno inverno 2013-2014 il rischio che la strada possa essere nuovamente chiusa in occasione di particolari eventi meteomarini resta concreto, visti i problemi degli anni scorsi. Anche se “Il comune ha messo in campo tutti gli accorgimenti necessari a garantire la sicurezza” precisa il sindaco. Cioè i cartelli che indicano bassissimi limiti di velocità sull’asfalto e il divieto di transito per i pedoni. Con i soldi a disposizione l’amministrazione cittadina intende procedere al rifiorimento di alcuni degradati tratti di massicciata ormai erosi dalla forza del mare. Rimuovere le rocce di Su Pinnellu, sulla spiaggia, in una zona dove la presenza dei massi creerebbe forti correnti che metterebbero in difficoltà i bagnanti in caso di mareggiate estive. Infine, sul fronte del canale di S’Istagnone, che attraversa la periferia di Bosa Marina – già investita da allagamenti in passato dopo forti piogge e concomitanti tempeste da Libeccio o Ponente – l’idea è di bloccarne l’uscita verso la foce. Mentre l’acqua piovana proveniente da Monte Furru e che si riversa sulla grande piana a est della frazione dovrebbe essere liberata grazie all’utilizzo di potenti pompe idrauliche.