Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Colloqui Mediterranei ad Alghero

Famiglia e democrazia

Scritto da Franco Arcamone | 13 dicembre 2013 | Dialogo culturale
Nei giorni 22 e 23 Novembre si sono svolti ad Alghero i Colloqui Mediterranei, una iniziativa che ebbe il suo storico ispiratore in Giorgio La Pira, il celebre sindaco di Firenze. Il primo giorno, dopo i saluti di Tonino Baldino, uno degli organizzatori dell’iniziativa, ha svolto la sua relazione il prof. Domenico Marafioti, Gesuita e docente della Pontificia Facoltà teologica meridionale di Napoli che, attraverso la sua relazione, ha voluto sottolineare l’importanza della famiglia e il disegno di Dio su di essa e sul matrimonio mediante le Sacre Scritture. Infatti nel capitolo secondo della Genesi “la donna viene creata da una costola dell’uomo poiché deve stare affianco all’uomo. Ecco la prima comparsa del ‘noi’ di coppia,duale.” Un panorama di questo tipo sparisce con la comparsa del peccato originale che porta non solo ad una lotta per il predominio del sesso, ma anche all’istituzione del divorzio, e alle situazioni di poligamia. Gesù, successivamente, nelle nozze di Cana accetta il matrimonio affermando : “l’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto”. L’apostolo Paolo in seguito ci mostra nelle sue lettere quanto sia importante amare il prossimo poiché Gesù ci ha amati donando se stesso. 
 
Ciò è in definitiva un amore oblativo. Il Prof. Cilardo, docente universitario dell’ “Orientale” di Napoli mediante la sua relazione frutto di uno studio dettagliato e lungo, ha voluto esporre il panorama del matrimonio e della famiglia nella concezione islamica fornendo molti dati tecnici dai quali è potuto risultare che, come ha affermato il docente, “nel matrimonio islamico non c’è nulla di religioso, infatti il sistema è diverso dal diritto civile italiano”. L’ultimo intervento della serata è stato curato dal docente di lingua araba nelle scuole italiane il prof. Mohamed che ha esposto il panorama politico e sociale delle nazioni che si affacciano nel Mediterraneo mettendo in risalto la Primavera araba dove è evidente il manifestare di molti giovani contro i vari regimi dittatoriali vigenti per apportare un cambiamento radicale nella propria nazione. Nella mattina del 23 Novembre hanno partecipato alle quattro relazioni gli studenti delle classi quarte e quinte dei licei cittadini Classico e Scientifico. Il Prof. Lobrano docente di diritto romano all’Università di Sassari ha curato il primo intervento evidenziando non solo che non si arriva alla democrazia senza la famiglia ma anche che il Mediterraneo è un unicum, e le sue tematiche sono universali. Giorgio La Pira questo lo sapeva molto bene. La seconda relazione è stata fatta dal Prof. Sergio Sotgiu docente che collabora con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali presso l’Università di Sassari e Prof. di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico di Alghero , il quale ha introdotto il tema del Neo-Comunitarismo mediante una premessa dove ha affermato che oggi non solo vi è una frammentazione dell’ individuo, ma anche una particolare crisi della famiglia e una profonda crisi etica e morale. Il professore ha proseguito la sua relazione parlando della differenza tra società, aggregato casuale di masse indifferenti, viventi in uno spazio comune, ma slegate da ogni relazione , e comunità dove le persone hanno non solo un legame solido ma anche radici e destini comuni. Infatti proprio nella comunità, che è il fondamento, si produce l’etica ! Pertanto è opportuno ritornare al binomio Comunità ed Etica ! Una comunità conclude prof. Sotgiu che, se non esistesse, bisognerebbe inventarla ! Ernesto Preziosi, docente dell’ università di Urbino, ha esposto la terza relazione presentando la figura di Giuseppe Toniolo tracciando anche il percorso storico del Movimento Cattolico. L’ultimo intervento effettuato dall’Onorevole Savino Pezzotta che ha definito fondamentale il rapporto tra vita civile e religiosa, in quanto bisogna dare alla dimensione religiosa un aspetto pubblico e non privato. L’Italia, inoltre, deve capire che deve tornare a identificarsi come paese del Mediterraneo. 
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