Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

Nuova vita per carte e pergamene diocesane

ALGHERO | Il restauro dei documenti dell'archivio del Capitolo Cattedrale.

Scritto da Alessandra Deriu | 1 gennaio 2014 | Dialogo culturale
Entro la fine dell’anno 2013, verrà completato a Cagliari, nel laboratorio della Regione Autonoma della Sardegna, il restauro di alcuni volumi e registri del fondo del capitolo cattedrale di Alghero. Il recupero di questi documenti è stato finanziato dalla Regione nell’anno 2007 e ora il progetto è finalmente concluso. Nel corso dei secoli i fattori che hanno potuto mettere a rischio le carte e le pergamene sono stati numerosi, alcuni legati ai così detti “agenti esterni”, di carattere eccezionale, quali calamità naturali, alluvioni, terremoti, incendi o allagamenti, altri provocati invece da “agenti interni”, quali sostanze utilizzate per la fabbricazione della carta o per la conciatura della pelle, colle ed inchiostri. Per quanto riguarda l’archivio del capitolo cattedrale i danni subiti sono quelli più frequenti e comuni a tutti gli archivi, provocati dall’acqua e dall’umidità, dalle muffe, dagli insetti, dall’acidità dell’inchiostro e infine dal normale logoramento dovuto all’uso. L’inchiostro troppo acido cristallizza e, col passare del tempo, fora la carta rendendo la scrittura illeggibile; l’acqua, l’umidità, le muffe indeboliscono le fibre dei fogli che pian piano perdono consistenza e si sbriciolano; gli insetti, che si alimentano di cellulosa e di colla, scavano delle vere e proprie gallerie che attraversano diversi fogli e creano dei fori nella scrittura. A questi danni si aggiungono poi quelli derivati dall’uso e dalla cattiva conservazione: pieghe, strappi, lacerazioni, lacune.
 
 È compito dell’archivista segnalare i documenti per il restauro, descriverli accuratamente prima dell’invio al laboratorio in modo tale che i tecnici del settore possano scucirli, restaurarli e ricomporli esattamente come erano in origine, senza alterarne la loro natura originale, l’ordine delle carte, la legatura. Le mani pazienti dei restauratori hanno rinforzato le carte rese fragili da umidità, muffe ed inchiostri, ricreato le parti mancanti, ripristinato le cuciture originali, riportando così al loro splendore nove pezzi, tre registri di amministrazione (affitti di case, censi ed esazioni) del XIX sec.; due cause, una sopra il possesso di Rudas e Pala Reale e una sullo smembramento della diocesi di Alghero (XVII-XVII sec.); due raccolte di atti notarili (XVI-XVII sec.); una raccolta di lettere antiche (1607-1698); un registro di copia lettere (1866-1897). Questi documenti, che prima del restauro non potevano essere in alcun modo maneggiati né dati in consultazione, perché ogni movimento faceva si che si perdessero irrimediabilmente frammenti di scrittura, saranno quindi a breve a disposizione degli studiosi e dalla comunità tutta.