Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

La questione generazionale nell’Italia dei vecchi

Scritto da a.maccioni@dialogoweb.it | 14 gennaio 2014 | Oltre i fatti
In un Paese rappresentato da un Presidente nato nel 1925 e fino a poco tempo fa governato da un ottuagenario che amava circondarsi di ragazzine tenendosi saldamente ancorato alle proprie poltrone, era necessario attendere che un ottantacinquenne sfondasse la vetrina di una Banca col suo suv – provocando la morte di una persona nonché alcuni feriti – perché si potesse alimentare il dibattito sull’anzianità galoppante del Bel Paese. Si è dovuto quindi attendere che un giovanotto italico – “giovanotto” si fa per dire, naturalmente – perdesse il controllo della propria vettura andando a sbattere alla vetrata della filiale Unicredit di Velletri, in provincia di Roma, per rendersi conto che in Italia sono ad oggi tre milioni gli anziani alla guida, e che la questione di fondo non è certamente soltanto quella dei rinnovi facili delle necessarie patenti, ma richiama piuttosto la confusione generazionale che sembra avere da tempo completamente trasfigurato Italia e isole comprese.
 
 Per dire: gli anziani sono una risorsa fondamentale in qualsiasi Paese del mondo e nel rispetto di qualsivoglia cultura del Pianeta, ma il fatto di cronaca in questione dimostra simbolicamente che la loro collocazione andrebbe in un certo senso rivalutata per il bene di tutti. Cosicché, in barba alle tecnologie antisfondamento, il mezzo del povero automobilista di Velletri è finito all’interno degli uffici Unicredit, mentre tentava di raggiungere lo spazio destinato al parcheggio disabili, al quale l’automobile risultava essere in tutta evidenza autorizzata, spingendo i ragazzi che si trovavano all’interno di una Biblioteca nelle vicinanze – questa volta sì, ragazzi di quelli autentici – commentare con fare quasi sornione: «Qualcuno di noi ha pensato anche al terremoto». Per poi aggiungere: «Sentivamo tutti che urlavano, solo a quel punto abbiamo capito che si trattava di una cosa molto grave. Prima di scendere abbiamo visto alla finestra che l’auto ha anche tentato di fare retromarcia però senza riuscirci».