Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

SEDILO Festa di Sant’Antonio tra gosos e progettos

Scritto da Graziana Careddu | 27 gennaio 2014 | Dialogo culturale
Dopo i giorni della novena a Sedilo il 16 gennaio han preso il via i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio abate che sono stati vissuti in un clima di autentica festa comunitaria. Al mattino percorrendo le vie del paese si sentivano i suoni dei corni d’ariete e i clacson dei trattori che portavano “sas tuvas” assieme agli spari dei fucilieri che hanno accompagnato un carro a buoi dove era adagiata “sa tuva” portata dalla Pro Loco, tutti poi si sono ritrovati nella piazzetta dove sorge l’antica chiesa di S. Antonio per scaricare la legna di modo che alle 3 tutto fosse pronto per l’accensione e la benedizione del fuoco e dei presenti da parte del parroco, che subito dopo ha officiato i vespri e la benedizione eucaristica. Subito dopo il canto dei tradizionali gosos, nella piazza sono iniziati “sos progettos” un’asta dove il miglior offerente si aggiudica prodotti quali: formaggio, dolci, vino, agnelli, olio, miele e altri doni che al mattino chiunque desidera fare un’offerta al Santo porta nella sacrestia della chiesetta. Il ricavato viene poi dato al parroco che lo utilizzerà sapientemente per i bisogni della comunità.
 
 Un’altra bella tradizione legata alla carità vede protagonisti i bambini che, sempre la mattina del 16 della vigilia, con buste alla mano e tanta allegria vanno di casa in casa a “pedire sa fitta” che consiste nel recitare una brevissima filastrocca (sa fitta mia ca mi narzo Maria per le bambine e su tureddu meu ca mi narzo Antoneddu pei i maschi) e ricevere in cambio i papassini dolce che a Sedilo viene fatto in quasi tutte le case in occasione della festa. Quasi certamente questa tradizione antichissima iniziò quando c’era tanta povertà e voleva essere un modo anche gioioso di poter aiutare il prossimo permettendo anche alle famiglie più povere di avere i dolci nel giorno di festa. La carità è uno degli aspetti salienti della personalità di Antonio abate che donò i suoi beni ai poveri, altro tratto caratteristico e la sua vittoria sulle tentazioni del demonio rappresentate dal maialino che nelle statue è posto ai suoi piedi e dal fuoco che richiama l’inferno su cui la fede di Antonio abate ha sempre vinto. I festeggiamenti sono andati avanti il giorno dopo con la processione e la S. Messa in onore del santo e infine la settimana successiva con “s’ottada” dove in forma minore vengono ripetuti gli stessi riti e vi è l’avvicendamento delle persone che per un anno cureranno la pulizia e il decoro della chiesa. 
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