Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

ALGHERO Ancora un miraggio il Museo archeologico

Scritto da Maria Grazia Fani | 12 ottobre 2011 | Dialogo locale
Che fine ha fatto il Museo archeologico della città? Terminato dal punto di vista strutturale da almeno tre anni, l’allestimento si è perso nei meandri del dimenticatoio. Dalla presentazione ufficiale avvenuta nel novembre del 2008 tutto tace. L’importante struttura, di complessivi 910 mq e la cui superficie si articolerà sui tre livelli, sarà ospitata all’interno del vecchio carceretto, una struttura del XV-XVI sec. che affianca la Chiesa di San Michele, nella centralissima Via Carlo Alberto. Il museo, quando finalmente assolverà la sua funzione, sarà strutturato con delle sale espositive per i reperti, altri spazi saranno dedicati alle attività didattico-sperimentali, sale per ricostruzioni ambientali e per audiovisivi e infine gli spazi logistici degli uffici. In esso dovrebbero trovare spazio soprattutto i reperti rinvenuti, nel corso degli anni, negli importanti scavi avvenuti in città e nei limitrofi siti archeologici come il villaggio nuragico di Palmavera, le Necropoli ipogeiche di Anghelu Ruju e Santu Pedru e la Villa Romana di Sant’Imbenia. 
 
Per il momento tutto è pura teoria. Dopo una gestazione di diversi anni, l’itinere del museo, struttura molto agognata dagli algheresi che per anni hanno visto i reperti trovati nel territorio prendere il volo verso altre vetrine (numerosi arricchiscono l’esposizione del sassarese Museo Sanna) vide concretamente la luce già nel lontano settembre del 2004 con il primo e importante passo dell’aggiudicazione della gara d’appalto che vedeva coinvolti non solo il recupero dell’ex carceretto ma anche l’ex Caserma di San Michele: due stabili storici facenti parte de “il Quartiere”. Consegnati i lavori nel Dicembre del 2004 il Museo avrebbe dovuto vedere la luce, secondo le previsioni, nel 2005 durante il primo mandato dell’Amministrazione Tedde. Siamo a fine secondo mandato della stessa Amministrazione e dell’apertura della struttura Museale ancora non si parla. L’intervento di recupero dell’ex carceretto (luogo di espiazione della pena nella sua primaria funzione ma che negli anni ebbe diversi usi tra i quali anche quello di palestra di pugilato) ha interessato delle opere di consolidamento murario e delle volte, il rifacimento delle pavimentazioni, degli impianti, e ovviamente l’installazione di un elevatore per l’accesso anche ai disabili. L’opera è stata realizzata con un notevole impegno di spesa che ha superato il milione di euro. Parte dei finanziamenti sono pervenuti dal programma del P.I.T. “Dalla Costa del Corallo al Logudoro Mejlogu” e da fondi del bilancio. Una minima parte anche da finanziamenti privati. Considerata la lunga attesa, una domanda viene spontanea: farà parte anche il Museo archeologico della lunga lista delle inaugurazioni previste per il bollente primo semestre “preelettorale” del 2012?