Quindicinale di informazione e di approfondimento
della Diocesi di Alghero-Bosa

MACOMER-BORORE Eolico e scelta dei territori.

Ma i Comuni contano qualcosa?

Scritto da Luca Contini | 12 novembre 2011 | Dialogo locale
Un impianto eolico da realizzare nei comuni di Macomer e Borore presso la zona industriale di Tossilo in località “Sa Muzzere” crea preoccupazione fra amministratori e comunità locali riaprendo il dibattito sulla possibilità degli enti locali di decidere il percorso del proprio sviluppo.
Lontano dal dilemma eolico si/eolico no il dibattito che si è sviluppato nel Marghine richiama proprio la necessità che i comuni vengano coinvolti nella programmazione delle infrastrutture che ricadono nel proprio territorio. Quel progetto, che vorrebbe installare 23 aerogeneratori della potenza di picco indicativa di 3,2 megawatt ciascuno, posizionati su torri di sostegno metalliche dell’altezza di circa 123 metri, è giunto infatti nei comuni interessati, solo dopo essere stato presentato agli assessorati regionali all’Ambiente e all’Industria. L’intervento proposto, pur inserendosi nelle linee generali di intervento previste dalla Regione in tema di energia prodotta dal vento, scavalca di fatto le programmazioni e il coinvolgimento delle amministrazioni locali. “Una procedura che impone al territorio scelte calate dall’alto – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Macomer Salvatore Barria - che non gradiamo e sulla quale rivendichiamo il diritto dell’amministrazione di decidere l’indirizzo della propria programmazione”. Per questo nelle scorse settimane la giunta di Macomer ha investito del problema il consiglio comunale chiedendogli di modificare il proprio Piano urbanistico comunale individuando esclusivamente nella località di “Sa Bonorvesa” l’area in cui poter installare eventualmente impianti eolici. Una scelta di “sovranità” che va a scontrarsi con la volontà della società costruttrice e apre uno scontro istituzionale. Chi deve decidere e programmare nei territori comunali?
L’evolversi dell’iter amministrativo della vicenda darà risposta a questa domanda, ma nel territorio c’è già chi pensa alla richiesta di un referendum popolare perché del problema vengano investite anche le comunità locali. 
 
Maggiore chiarezza sulle scelte Che fossero offshore o da realizzare nelle zone dell’interno, dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano, da Bonorva a Macomer, i parchi eolici della Sardegna hanno riempito le pagine dei giornali rimanendo di attualità per mesi interi. Provocavano il malcontento di popolazioni e, ciò che sembra ancor più singolare, degli stessi rappresentanti della politica di ogni livello istituzionale. Una situazione poco comprensibile per l’opinione pubblica che richiama a un quadro di regole poco chiaro e condiviso che ha coinvolto anche altre iniziative del Piano energetico regionale.  E’il caso dell’impianto a biomasse di Buddusò per il quale la popolazione locale si espressa in maniera contraria con un referendum popolare. Da qualsiasi parte la si guardi la partita delle energie in Sardegna richiederebbe una maggiore chiarezza che consenta scelte condivise, programmabili con certezza e realizzabili in tempi ben definiti.